"Per certi viaggi non si parte mai quando si parte. Si parte prima." Fulvio Ervas – Se ti abbraccio non avere paura
mercoledì 20 novembre 2013
sabato 16 novembre 2013
Fra le tante superficialità, distrazioni, polemiche, accuse, impegni presi e non rispettati e quant’altro ruota intorno al discorso ‘’immigrazione’’… è consolante (se vogliamo!) notare come almeno una parte del mondo, pur se piccola, si occupa di coloro che nessuno vede, che nessuno considera, che nessuno ascolta.
Aqib parlava di ‘’invisibili’’, oggi direi così ‘’ I visibilmente inascoltati’’, per dire che la loro presenza, pur essendo visibile sul territorio, non è MAI ascoltata, nessuno chiede di cosa hanno veramente bisogno, quali sono i loro progetti, le loro speranze, qual è il loro vero traguardo, il loro obiettivo di vita.
I campi di accoglienza molto spesso non sono altro che luoghi di reclusione a cielo aperto, nel miglior dei casi; costretti a usare i materassi per ripararsi dalla pioggia più che per dormire; mentre per dormire ci sono i tubi di cemento o i cespugli; chiusi in reticolati a prova di fuga, come animali in gabbia che non hanno scelto di essere catturati né hanno affrontato la morte per finire intrappolati da coloro che si sono prodigati per salvarli.
Più che paradossi di un certo ignoto quanto disincarnato ‘’Destino’’ che viene troppo spesso chiamato in causa… io direi che si tratta dei paradossi ideologici prettamente umani di persone reali con tanto di nome e cognome che … come si suol dire… ‘’predicano bene e razzolano male’’!
Sì, perché molte volte quelli che vengono definiti ‘’aiuti umanitari’’ sono dei veri e propri ‘’sequestri di persona’’; dopo il salvataggio in mare, infatti, la loro vita non è migliore di quella che vivevano nella loro patria: prigionieri, a tempo indeterminato, senza motivazioni, in luoghi poco idonei e poco accoglienti, un’apparente libertà non molto diversa dalla dittatura dalla quale sono fuggiti.
Cambia il nome… non la sostanza!
Il problema immigrazione è un problema grave, ma non irrisolvibile, se solo lo si volesse!
Nelle ultime settimane abbiamo assistito alla passerella dei ‘’grandi nomi, italiani e non’’ sull’isola di Lampedusa all’indomani dei drammi consumati nell’ottobre scorso, ma a tutt’oggi quello che sappiamo è che si sono presi degli impegni che forse non potranno essere mantenuti per difficoltà apparentemente legati al discorso economico, in realtà il problema è più che altro di tipo culturale-ideologico, di gran lunga più grave di quello economico!
Le risorse economiche si riuscirebbero anche a trovare, ma la soluzione non la si troverà mai se a mancare è la volontà; ciò che veramente manca, infatti, è la volontà di voler affrontare e cercare di risolvere il problema concretamente.
Occorre innanzitutto superare la convinzione che il problema riguardi solo un Paese, in questo caso solo l’Italia; occorre considerare l’immigrazione come un’emergenza umanitaria, ciò cambia la prospettiva e quindi l’approccio al problema; occorre capire le cause e valutare ogni cosa tenendo conto più che delle nostre leggi, spesso, purtroppo, fortemente razziali, quanto delle necessità vere delle persone coinvolte; considerare gli immigrati ‘’parti in causa’’ e non un ‘’peso, un problema in più’’, non un’occasione per passerelle politiche che lasciano il tempo che trovano, ma un impegno serio e concreto, un impegno reale per persone reali… perché il problema vero è proprio questo: considerare gli immigrati ‘’PERSONE’’, intendendo per persone ‘’soggetti portatori di bisogni, sogni, desideri, progetti’’.
Invece, se per una parte del mondo, loro sono soltanto ‘’merce da comprare, vendere, uccidere all’occorrenza’’; per l’altra parte del mondo, essi sono, nel miglior dei casi, ‘’manodopera da sfruttare’’; ciò che emerge prepotentemente è la tendenza del mondo a considerare l’altro come ‘’oggetto’’, cioè come qualcosa che non possiede né cuore né sentimenti e nemmeno la ragione.
E questo non solo è grave, gravissimo, nel Terzo Millennio, ma è INACCETTABILE per qualsiasi epoca storica!!!
Domenica, 3 novembre a Lampedusa, nella Riserva naturale orientale dell’isola dei Conigli gestita da Legambiente, proprio davanti alla costa, a un mese esatto dalla tragedia, il Comune di Lampedusa e Linosa, in collaborazione con Legambiente, hanno organizzato una celebrazione, accompagnata dai rintocchi di una campana nautica: l’accensione di 366 lumini e la messa a dimora di altrettante piantine per ricordare le vittime del naufragio del 3 ottobre scorso:
“Pianteremo piccoli arbusti – dice il presidente di Legambiente – per ricordare i naufraghi del 3 ottobre e tutti gli altri migranti scomparsi in mare, una strage silenziosa dai numeri impressionanti. Domenica saranno messe a dimora le prime 50 piantine nell’area protetta e nei giorni successivi proseguiremo con la piantumazione delle altre 316, fino a creare il Giardino della memoria.
“Pianteremo piccoli arbusti – dice il presidente di Legambiente – per ricordare i naufraghi del 3 ottobre e tutti gli altri migranti scomparsi in mare, una strage silenziosa dai numeri impressionanti. Domenica saranno messe a dimora le prime 50 piantine nell’area protetta e nei giorni successivi proseguiremo con la piantumazione delle altre 316, fino a creare il Giardino della memoria.
Abbiamo ritenuto importante creare proprio qui un piccolo bosco, un luogo vivo e destinato a crescere, che rammenti a tutti l’indiscutibile necessità del rispetto dei diritti umani.
Lampedusa deve essere una terra d’accoglienza e non di morte.
Ci aspettiamo al più presto, dall’Italia e dall’Europa, un cambiamento definitivo e reale delle politiche di accoglienza, che metta al primo posto la salvaguardia della vita umana”.
Di questo cambiamento c’è urgente bisogno, ma non basta augurarselo, non basta sperarlo, occorre adoperarsi in prima persona per realizzarlo e qui… l’impegno diventa disimpegno, le presenze diventano assenze, i buoni propositi restano solo propositi e faticano a trasformarsi in azioni concrete. (continua…)
Caro Kamran, pensavi forse di festeggiare da solo il tuo compleanno?
Come vedi noi siamo qua... non dimenticare che noi siamo una famiglia e... quando si tratta di festeggiare...
noi ci siamo sempre!!!
Questa torta è tutta per te, insieme ai nostri più affettuosi auguri e al nostro abbraccio ... virtuale sì... ma molto molto caloroso!E se pure da lontano... stappiamo lo spumante e brindiamo con te!
AUGURISSSSSSSSSSSSSSSSIMIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!
lunedì 11 novembre 2013
sabato 9 novembre 2013
Ecco alcune foto della celebrazione della S. Messa che mi sono state inviate
dalla parrocchia di San Mauro Forte: un altare pieno di 366 fiori!
All'interno di ogni fiore c'è un numero: uno per ogni vittima del naufragio.
Intorno alla Croce ci sono 11 fiori bianchi: sono i bambini che hanno perso la vita
insieme ai loro genitori.
Al termine della celebrazione, un ragazzo legge alcune pagine tratte da un libro
che racconta la tragica odissea degli immigrati
e la crudeltà efferata degli scafisti
che considerano la vita umana meno che ''carne da macello''.
mercoledì 6 novembre 2013
sabato 2 novembre 2013
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| UN CANTO DI SPERANZA |
Ricordando la drammaticità dei fatti recenti ai quali abbiamo
assistito impotenti e sconcertati; ricordando le lacrime, la disperazione di
tante madri che hanno visto partire i loro figli in cerca di un futuro di pace
e che non potranno più riabbracciare se non guardando una foto; le tante bare
messe in fila, senza un nome, senza un volto, identificate solo da un numero,
anonime fino all’ultimo; le tante bare bianche calate nelle fosse comuni; le
tante ingiustizie sociali, le tante indifferenze e i tanti Pilato, che parlano bene e si lavano le mani nel momento
dell’agire; i tanti profughi sfuggiti alla morte e rimasti prigionieri nei
campi di accoglienza, che spesso non sono altro che accampamenti di
fortuna al limite della sopravvivenza;
le tante promesse fatte e non sempre mantenute... ecco, ripensando a tutto
questo… in questo mese di novembre sembra che tutto sia un po’ più oscuro, più
triste, più spento; c’è una delusione in più, una ferita in più, una tristezza
maggiore per i tanti volti che non ci sono più, anche una rabbia in più per chi
è causa, diretta o indiretta, di tutto questo.
C’È UN DOLORE IN PIÙ
NEL CUORE DI TUTTI.
Ecco, a tutti coloro che hanno pianto con chi ha pianto,
che hanno sofferto con chi ha sofferto,
che hanno sperato con chi ha sperato…
che hanno sofferto con chi ha sofferto,
che hanno sperato con chi ha sperato…
a
tutti loro è dedicato questo canto
‘’BENVENUTO SOLE’’
Apparentemente sembra un canto triste, perché mette in
risalto i mali del nostro tempo, la condizione spersonalizzata dell’uomo
moderno; in realtà non lo è, perché, se pur lo sguardo sulla realtà ci riempia
di tristezza, non possiamo e non dobbiamo ignorare quello che accade intorno a
noi, ma dobbiamo prenderne coscienza, riflettere sui fatti accaduti, non
dimenticarli, tenerli vivi nei nostri pensieri, solo così possiamo sperare che
non si ripetano mai più.
Questa poesia vuole essere un canto di speranza per il nostro caro vecchio sole che torna a visitarci
ogni mattina, per l’alba nuova che sorge nonostante tutto, per il calore dei
suoi raggi che vengono a riscaldare il nostro cuore gelido e indurito dai
nostri egoismi, a dare vita a quell’aridità in cui da troppo tempo ci troviamo a
vivere; è un canto al ‘’ sole della
speranza’’, un ringraziamento per il suo esserci, per il suo risplendere
tanto sui vivi quanto sui morti, tanto sugli uomini giusti quanto sui tiranni;
per il suo ricordarci che c’è qualcosa alla quale non dobbiamo rinunciare mai:
la nostra speranza contro ogni disperazione;
perché il sole è
vita,
è fonte di vita,
origine della vita,
pertanto è…
speranza della vita che non muore,
ma che sempre si rinnova,
speranza di rinascita.
è fonte di vita,
origine della vita,
pertanto è…
speranza della vita che non muore,
ma che sempre si rinnova,
speranza di rinascita.
Anche quando sembra che tutto sia perso, che non ci siano né soluzioni
nè via d’uscita o, peggio ancora, nessuna possibilità di vita, anche in questi
casi… il sole non si arrende e dopo la tempesta torna a risplendere più
luminoso di prima.
Così noi…
come il sole…
riprendiamo, colmi di speranza,
come il sole…
riprendiamo, colmi di speranza,
il
cammino tempestoso
- e pur sempre nuovo ed entusiasmante -
della vita!
- e pur sempre nuovo ed entusiasmante -
della vita!
‘’BENVENUTO SOLE’’ vuole essere un raggio di luce che viene ad
illuminare per un attimo il nostro
sguardo triste per le tragedie del presente e a farci indovinare la primavera
che verrà, il mondo che si risveglierà, la vita che tornerà a far da padrona sulle
strade polverose e spesso pericolose di questo nostro caro mondo.
È un canto di speranza, dunque, per chi non vuole vivere di
illusioni, del ‘’tutto va bene’’ ma, pur vivendo in mezzo ai mali del mondo. li legge
in un’ottica di speranza, tenendo lo sguardo alto sul futuro, che seppure non
mostri segni visibili di speranza, di gioia… li lascia intravedere in quel
raggio di sole che torna ogni mattina dietro alle nostre finestre chiuse
aspettando che una mano le apra per sperimentare ancora la carezza dolce della vita
che chiede soltanto di vivere, perché, in fondo, il bello della vita… altro non
è … se non… VIVERE!
Vivere la vita con tutte le sue emozioni, i suoi dispiaceri,
le sue speranze, i suoi sogni interrotti, le sue lacrime, i suoi vuoti, le sue
risate, le sue amicizie, le sue sconfitte e le sue vittorie; vivere
intensamente e pienamente ogni cosa che viene… perché tutto FA VITA, nella sua
complessa semplicità
o nella sua semplice complessità.
Tutto fa vita:
il ridere come il piangere,
il gioire come il soffrire,
il ridere come il piangere,
il gioire come il soffrire,
il nascere come… il morire!
Questa nostra vita è un ‘’laboratorio sperimentale’’, perché ogni
giorno sperimentiamo cose nuove, applichiamo esperienze vissute, tiriamo
conclusioni sul nostro andare, aggiungiamo pagine di vita e le rileggiamo alla luce dei nostri
sentimenti e delle nostre emozioni… in sostanza… VIVIAMO!
Sì, il bello della vita…
altro non è …
se non… VIVERE…
nonostante tutto…
SEMPRE!
altro non è …
se non… VIVERE…
nonostante tutto…
SEMPRE!
BENVENUTO SOLE
sulle piaghe del mondo,
sulle solitudini implacabili,
sull’urlo silenzioso
che straripa dai ricordi.
BENVENUTO SOLE
sulle pietre del nostro cuore
sulle foto di bimbi
incassate dentro i muri,
sui volti inondati di lacrime,
sulle foreste che non cantano più.
BENVENUTO SOLE
sulle memorie stanche,
sui tramonti non vissuti,
sull’assurdità del presente.
BENVENUTO SOLE
sui nostri sguardi tristi,
sul grigiore di questo mondo;
sulla nostra fame di vita
sommersa nei flutti ingordi del mare!
BENVENUTO SOLE
sulle crepe del nostro andare,
sui naufragi del nostro partire,
sulle ali spezzate dal vento di tramontana!
OH, BENVENUTO SOLE,
sì, benvenuto a te
a te che vieni a dar vita
ai semi spenti delle nostre speranze,
sepolte con i fiori deposti su una bara;
a te… che vieni a portarci un sorriso ancora nuovo
sul dolore che ci viene a visitare!
BENVENUTO SEI SEMPRE O SOLE,
sulle nostre anime appassite,
sui nostri occhi assonnati
che non riescono a dormire
per le ombre che ci vengono ad abitare;
sulle nostre mani fragili
che pur cercano mani da stringere ancora;
sui nostri cuori che…seppure chiusi
restano pur sempre luogo
privilegiato
terreno fertile dell’amore
presente… futuro… e passato!
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