mercoledì 20 novembre 2013




Amare è gioire, mentre crediamo di gioire solo se siamo amati.
(Aristotele)


Io stimo più il trovar un vero, benchè di cosa leggera,
che il disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna.
(Galileo Galilei)

Quando si guarda la verità solo di profilo oppure di tre quarti
la si vede sempre male.
Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia.

(Gustave Flaubert)

sabato 16 novembre 2013

PENSIERI FATTI PER DIVENTAR... SPERANZE
(prima parte)

Fra le tante superficialità, distrazioni, polemiche, accuse, impegni presi e non rispettati e quant’altro ruota intorno al discorso ‘’immigrazione’’… è consolante (se vogliamo!) notare come almeno una parte del mondo, pur se piccola, si occupa di coloro che nessuno vede, che nessuno considera, che nessuno ascolta.

Aqib parlava di ‘’invisibili’’, oggi direi così ‘’ I visibilmente inascoltati’’, per dire che la loro presenza, pur essendo visibile sul territorio, non è MAI ascoltata, nessuno chiede di cosa hanno veramente bisogno, quali sono i loro progetti, le loro speranze,  qual è il loro vero traguardo, il loro obiettivo di vita.

I campi di accoglienza molto spesso non sono altro che luoghi di reclusione a cielo aperto, nel miglior dei casi; costretti a usare i materassi per ripararsi dalla pioggia più che per dormire; mentre per dormire ci sono i tubi di cemento o i cespugli; chiusi in reticolati a prova di fuga, come animali in gabbia che non hanno scelto di essere catturati né hanno affrontato la morte per finire intrappolati da coloro che si sono prodigati per salvarli.

Più che paradossi di un certo ignoto quanto disincarnato ‘’Destino’’ che viene troppo spesso chiamato in causa… io direi che si tratta dei paradossi ideologici prettamente umani di persone reali con tanto di nome e cognome che … come si suol dire… ‘’predicano bene e razzolano male’’!

Sì, perché molte volte quelli che vengono definiti ‘’aiuti umanitari’’ sono dei veri e propri  ‘’sequestri di persona’’; dopo il salvataggio in mare, infatti, la loro vita non è migliore di quella che vivevano nella loro patria: prigionieri, a tempo indeterminato, senza motivazioni, in luoghi poco idonei e poco accoglienti, un’apparente libertà non molto diversa dalla dittatura dalla quale sono fuggiti.

Cambia il nome… non la sostanza!

Il problema immigrazione è un problema grave, ma non irrisolvibile, se solo lo si volesse!

Nelle ultime settimane abbiamo assistito alla passerella dei ‘’grandi nomi, italiani e non’’ sull’isola di Lampedusa all’indomani dei drammi consumati nell’ottobre scorso, ma a tutt’oggi quello che sappiamo è che si sono presi degli impegni che forse non potranno essere mantenuti per difficoltà apparentemente legati al discorso economico, in realtà il problema è più che altro di tipo culturale-ideologico, di gran lunga più grave di quello economico!

Le risorse economiche si riuscirebbero anche a trovare, ma la soluzione non la si troverà mai se a mancare è la volontà; ciò che veramente manca, infatti, è la volontà di voler affrontare e cercare di risolvere il problema concretamente.

Occorre innanzitutto superare la convinzione che il problema riguardi solo un Paese, in questo caso solo l’Italia; occorre considerare l’immigrazione come un’emergenza umanitaria, ciò cambia la prospettiva e quindi l’approccio al problema; occorre capire le cause e valutare ogni cosa tenendo conto più che delle nostre leggi, spesso, purtroppo, fortemente razziali, quanto  delle necessità vere delle persone coinvolte; considerare gli immigrati ‘’parti in causa’’ e non un ‘’peso, un problema in più’’, non un’occasione per passerelle politiche che lasciano il tempo che trovano, ma un impegno serio e concreto, un impegno reale per persone reali… perché il problema vero è proprio questo: considerare gli immigrati ‘’PERSONE’’, intendendo per persone ‘’soggetti portatori di bisogni, sogni, desideri, progetti’’.

Invece, se per una parte del mondo, loro sono soltanto ‘’merce da comprare, vendere, uccidere all’occorrenza’’; per l’altra parte del mondo, essi sono, nel miglior dei casi, ‘’manodopera da sfruttare’’; ciò che emerge prepotentemente è la tendenza del mondo a considerare l’altro come ‘’oggetto’’, cioè come qualcosa che non possiede né cuore né sentimenti e nemmeno la ragione.

E questo non solo è grave, gravissimo, nel Terzo Millennio, ma è INACCETTABILE per qualsiasi epoca storica!!!

Domenica, 3 novembre a Lampedusa, nella Riserva naturale orientale dell’isola dei Conigli gestita da Legambiente, proprio davanti alla costa, a un mese esatto dalla tragedia, il Comune di Lampedusa e Linosa, in collaborazione con Legambiente, hanno organizzato una celebrazione, accompagnata dai rintocchi di una campana nautica: l’accensione di 366 lumini e la messa a dimora di altrettante piantine per ricordare le vittime del naufragio del 3 ottobre scorso:
“Pianteremo piccoli arbusti – dice il presidente di Legambiente – per ricordare i naufraghi del 3 ottobre e tutti gli altri migranti scomparsi in mare, una strage silenziosa dai numeri impressionanti. Domenica saranno messe a dimora le prime 50 piantine nell’area protetta e nei giorni successivi proseguiremo con la piantumazione delle altre 316, fino a creare il Giardino della memoria.

Abbiamo ritenuto importante creare proprio qui un piccolo bosco, un luogo vivo e destinato a crescere, che rammenti a tutti l’indiscutibile necessità del rispetto dei diritti umani.

Lampedusa deve essere una terra d’accoglienza e non di morte.

Ci aspettiamo al più presto, dall’Italia e dall’Europa, un cambiamento definitivo e reale delle politiche di accoglienza, che metta al primo posto la salvaguardia della vita umana”.

Di questo cambiamento c’è urgente bisogno, ma non basta augurarselo, non basta sperarlo, occorre adoperarsi in prima persona per realizzarlo e qui… l’impegno diventa disimpegno, le presenze diventano assenze, i buoni propositi restano solo propositi e faticano a trasformarsi in azioni concrete.                                                                                                                                (continua…)



Caro Kamran, pensavi forse di festeggiare da solo il tuo compleanno?


Come vedi noi siamo qua... non dimenticare che noi siamo una famiglia e... quando si tratta di festeggiare...
noi ci siamo sempre!!!
Questa torta è tutta per te, insieme ai nostri più affettuosi auguri e al nostro abbraccio ... virtuale sì... ma molto molto caloroso!


E se pure da lontano... stappiamo lo spumante e brindiamo con te!


AUGURISSSSSSSSSSSSSSSSIMIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!
         

                                                      GLI AMICI DELLO SCOIATTOLO  & company

lunedì 11 novembre 2013


LIFE MESSAGES
Il mio sogno è che i miei quattro bambini potranno vivere un giorno in una nazione dove non saranno giudicati dal colore della loro pelle, ma dal contenuto del loro carattere.
(Martin Luther King)



SPAZIO AMICO X... AQIB


Ciao, Aqib, ho visto il tuo commento ''silenzioso'',
ma mi farebbe piacere sentirti ...
mi mancano i tuoi interventi...
ti aspetto :-)







sabato 9 novembre 2013



UN GESTO DI CARITA'


Mi giunge notizia che nella parrocchia di don Giuseppe,
a San Mauro Forte, oggi si celebrerà una S. Messa
per ricordare
le 366 vittime di Lampedusa del 3 ottobre scorso.
Partecipiamo spiritualmente alla loro celebrazione
con questa  preghiera:


IL DIO DEI VIVI,

ONNIPOTENTE E CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA,

VI CONCEDA LA PACE

CHE GLI UOMINI NON HANNO SAPUTO DARVI;


VI CONCEDA LA LIBERTÀ CHE GLI UOMINI VI HANNO NEGATO;
VI CONCEDA LA VITA CHE GLI UOMINI VI HANNO TOLTO;

VI CONCEDA LA GIOIA CHE IL MONDO VI HA RUBATO;

VI CONCEDA IL RISTORO DELLE VOSTRE MEMBRA E DEL VOSTRO CORPO

CHE QUESTO MONDO NON HA SAPUTO SODDISFARE;

VI CONCEDA L’AMORE,

QUELLO DI UN PADRE CHE AMA TUTTI I SUOI FIGLI,

QUELLO DI UN DIO
CHE AMA TUTTE LE SUE CREATURE;

QUELL’AMORE CHE AVETE CERCATO SU QUESTA TERRA

FINO A RISCHIARE LA VOSTRA STESSA VITA;

IL DIO DELL’AMORE, CONCEDA A VOI OGGI

 IL RIPOSO  ETERNO NELLA SUA CASA,

QUELLA CASA CHE LA VIOLENZA DELL’UOMO
VI HA DISTRUTTO SU QUESTA TERRA ;

ASCIUGHI LE VOSTRE LACRIME E QUELLE DEI VOSTRI CARI

SCONVOLTI E ADDOLORATI PER LA VOSTRA SCOMPARSA.



E CONCEDA IL PERDONO

A COLORO CHE NON HANNO SAPUTO AMARVI,

DARVI PACE, GIOIA, SPERANZA, CIBO, LAVORO

E UNA TERRA DA CONDIVERE CON LA PROPRIA FAMIGLIA;



AFFIDIAMO ALLA  MISERICORDIA DIVINA

LE VOSTRE ANIME, QUELLE DI TUTTI COLORO

CHE IN QUESTI ULTIMI ANNI

HANNO PERSO LA LORO VITA RINCORRENDO UN SOGNO

ED UN FUTURO PIÙ GIUSTO,

E TUTTI QUEI POPOLI CHE, COME IL VOSTRO,

VIVONO LA TRAGICA REALTÀ

DELLA VIOLENZA

DELLA GUERRA
DELLA DISCORDIA.


E VOI, ANIME CARE, CHE ORA GODETE DEL VOLTO DI DIO,

PREGATE PER NOI, PERCHÉ CONCEDA A QUESTO MONDO

DI RITROVARE LA STRADA DEL DIALOGO,

DELLA CONDIVISIONE,

DELLA SPERANZA, DELL’AMORE FRATERNO.


C’È UN DOLORE IN PIÙ, OGGI, NEL CUORE DI TUTTI NOI

PER QUESTO MONDO CHE NON SA ABBRACCIARE SUO FRATELLO,

CHE NON SA OFFRIRE GESTI DI ACCOGLIENZA,

DI SOLIDARIETÀ E DI CARITÀ;


CHE QUESTO NOSTRO DOLORE

TROVI PACE, CONSOLAZIONE E CONFORTO, QUEST’OGGI,

NELL’OFFERTA DI QUESTO DIVINO SACRIFICIO

CHE CI VOLLE E CI FECE

FIGLI NEL PADRE

E FRATELLI PER SEMPRE!


Ecco alcune foto della celebrazione della S. Messa che mi sono state inviate
dalla parrocchia di San Mauro Forte: un altare pieno di 366 fiori!



All'interno di ogni fiore c'è un numero: uno per ogni vittima del naufragio.




Intorno alla Croce ci sono 11 fiori bianchi: sono i bambini che hanno perso la vita
insieme ai loro genitori.






Al termine della celebrazione, un ragazzo legge alcune pagine tratte da un libro
che racconta la tragica odissea degli immigrati
e la crudeltà efferata degli scafisti
che considerano la vita umana meno che ''carne da macello''.

mercoledì 6 novembre 2013

Apprendere che nella battaglia della vita
 si può facilmente vincere l'odio con l'amore,
la menzogna con la verità,
la violenza con l'abnegazione
 dovrebbe essere un elemento fondamentale
nell'educazione di un bambino.

(Gandhi)

 

sabato 2 novembre 2013


UN CANTO DI SPERANZA
Ricordando la drammaticità dei fatti recenti ai quali abbiamo assistito impotenti e sconcertati; ricordando le lacrime, la disperazione di tante madri che hanno visto partire i loro figli in cerca di un futuro di pace e che non potranno più riabbracciare se non guardando una foto; le tante bare messe in fila, senza un nome, senza un volto, identificate solo da un numero, anonime fino all’ultimo; le tante bare bianche calate nelle fosse comuni; le tante ingiustizie sociali, le tante indifferenze e i tanti Pilato, che parlano bene e si lavano le mani nel momento dell’agire; i tanti profughi sfuggiti alla morte e rimasti prigionieri nei campi di accoglienza, che spesso non sono altro che accampamenti di fortuna  al limite della sopravvivenza; le tante promesse fatte e non sempre mantenute... ecco, ripensando a tutto questo… in questo mese di novembre sembra che tutto sia un po’ più oscuro, più triste, più spento; c’è una delusione in più, una ferita in più, una tristezza maggiore per i tanti volti che non ci sono più, anche una rabbia in più per chi è causa, diretta o indiretta, di tutto questo.

C’È UN DOLORE IN PIÙ NEL CUORE DI TUTTI.

Ecco, a tutti coloro che hanno pianto con chi ha pianto,
che hanno sofferto con chi ha sofferto,
che hanno sperato con chi ha sperato…
a tutti loro è dedicato questo canto

‘’BENVENUTO SOLE’’

Apparentemente sembra un canto triste, perché mette in risalto i mali del nostro tempo, la condizione spersonalizzata dell’uomo moderno; in realtà non lo è, perché, se pur lo sguardo sulla realtà ci riempia di tristezza, non possiamo e non dobbiamo ignorare quello che accade intorno a noi, ma dobbiamo prenderne coscienza, riflettere sui fatti accaduti, non dimenticarli, tenerli vivi nei nostri pensieri, solo così possiamo sperare che non si ripetano mai più.

Questa poesia vuole essere un canto di speranza per il nostro caro vecchio sole che torna a visitarci ogni mattina, per l’alba nuova che sorge nonostante tutto, per il calore dei suoi raggi che vengono a riscaldare il nostro cuore gelido e indurito dai nostri egoismi, a dare vita a quell’aridità in cui da troppo tempo ci troviamo a vivere; è un canto al ‘’ sole della speranza’’, un ringraziamento per il suo esserci, per il suo risplendere tanto sui vivi quanto sui morti, tanto sugli uomini giusti quanto sui tiranni; per il suo ricordarci che c’è qualcosa alla quale non dobbiamo rinunciare mai:

la nostra speranza contro ogni disperazione;
 perché il sole è vita,
 è fonte di vita,
origine della vita,
pertanto è…
speranza della vita che non muore,
 ma che sempre si rinnova,
speranza di rinascita.

Anche quando sembra che tutto sia perso, che non ci siano né soluzioni nè via d’uscita o, peggio ancora, nessuna possibilità di vita, anche in questi casi… il sole non si arrende e dopo la tempesta torna a risplendere più luminoso di prima.

Così noi…
come il sole…
riprendiamo, colmi di speranza,
il cammino tempestoso
- e pur sempre nuovo ed entusiasmante -
della vita!

‘’BENVENUTO SOLE’’ vuole essere un raggio di luce che viene ad illuminare  per un attimo il nostro sguardo triste per le tragedie del presente e a farci indovinare la primavera che verrà, il mondo che si risveglierà, la vita che tornerà a far da padrona sulle strade polverose e spesso pericolose di questo nostro caro mondo.

È un canto di speranza, dunque, per chi non vuole vivere di illusioni, del ‘’tutto va bene’’ ma, pur vivendo in mezzo ai mali del mondo. li legge in un’ottica di speranza, tenendo lo sguardo alto sul futuro, che seppure non mostri segni visibili di speranza, di gioia… li lascia intravedere in quel raggio di sole che torna ogni mattina dietro alle nostre finestre chiuse aspettando che una mano le apra per sperimentare ancora la carezza dolce della vita che chiede soltanto di vivere, perché, in fondo, il bello della vita… altro non è … se non… VIVERE!

Vivere la vita con tutte le sue emozioni, i suoi dispiaceri, le sue speranze, i suoi sogni interrotti, le sue lacrime, i suoi vuoti, le sue risate, le sue amicizie, le sue sconfitte e le sue vittorie; vivere intensamente e pienamente ogni cosa che viene… perché tutto FA VITA, nella sua complessa semplicità
 o nella sua semplice complessità.

Tutto fa vita:
il ridere come il piangere,
il gioire come il soffrire,
 il nascere come… il morire!

Questa nostra vita è un ‘’laboratorio sperimentale’’, perché ogni giorno sperimentiamo cose nuove, applichiamo esperienze vissute, tiriamo conclusioni sul nostro andare, aggiungiamo pagine di vita  e le rileggiamo alla luce dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni… in sostanza… VIVIAMO!

Sì, il bello della vita…
altro non è …
 se non… VIVERE…
 nonostante tutto…
SEMPRE!


BENVENUTO SOLE

sulle piaghe del mondo,

sulle solitudini implacabili,

sull’urlo silenzioso

che straripa dai ricordi.

BENVENUTO SOLE

sulle pietre del nostro cuore

sulle foto di bimbi

incassate dentro i muri,

sui volti inondati di lacrime,

sulle foreste che non cantano più.

BENVENUTO SOLE

sulle memorie stanche,

sui tramonti non vissuti,

sull’assurdità del presente.


BENVENUTO SOLE

sui nostri sguardi tristi,

sul grigiore di questo mondo;

sulla nostra fame di vita

sommersa nei flutti ingordi del mare!


BENVENUTO SOLE

sulle crepe del nostro andare,

sui naufragi del nostro partire,

sulle ali spezzate dal vento di tramontana!


OH, BENVENUTO SOLE,

sì, benvenuto a te

a te che vieni a dar vita

ai semi spenti delle nostre speranze,

sepolte con i fiori deposti su una bara;

a te… che vieni a portarci un sorriso ancora nuovo

sul dolore che ci viene a visitare!


BENVENUTO SEI SEMPRE O SOLE,

sulle nostre anime appassite,

sui nostri occhi assonnati

che non riescono a dormire

per le ombre che ci vengono ad abitare;

sulle nostre mani fragili

che pur cercano mani da stringere ancora;

sui nostri cuori che…seppure chiusi

restano pur sempre luogo privilegiato

terreno fertile dell’amore

presente… futuro… e passato!