BUON ANNO 2015
"Per certi viaggi non si parte mai quando si parte. Si parte prima." Fulvio Ervas – Se ti abbraccio non avere paura
mercoledì 24 dicembre 2014
sabato 20 dicembre 2014
PAGINE DI STORIA
ED ORA VOLATE…
(dedicata alle vittime della strage nella scuola di Peshawar,
in India, il 16 dicembre 2014, in cui sono morte oltre 140 persone, tra cui 130 bambini tra i 7 e i 16 anni)
Ed ora volate, volate pure,
piccoli angeli indiani!
Volate sopra le nostre teste,
volate dentro i nostri cuori,
volate sopra i nostri vecchi
e sempre nuovi orrori,
volate in quest’aria pungente
volate a dite a tutta la gente:
‘’ Sono belle le stelle del cielo;
sono belli gli occhi dei bambini;
sono belle le mamme quando se li stringono al cuore;
è bello il sole che ci inonda di luce…
è tutto bello quel che il nostro caro mondo produce…
È tutto più bello dal Cielo quassù,
dall’alto del trono del nostro caro Gesù:
oh, non sapete, voi che abitate la terra,
che cos’è mai la vita uccisa dalla guerra!
Eravamo giovani, ragazzi e bambini
traditi, innocenti, da violenti assassini…
quel grido di dolore che ha trafitto il vostro cuore
non è caduto invano, perché noi siamo qui,
ad implorare il Creatore
che con il Suo Amore fermi quella Mano…
quella mano, quel cuore e quel pensiero
che considera il fratello soltanto uno straniero;
noi siamo qui e preghiamo per voi,
perché capiate che siamo tutti suoi,
nessun uomo ha diritto sull’uomo
nessun popolo sovrasta l’altro popolo;
da quassù la terra sta tutta intera
in una sola Mano, in un’unica preghiera;
è la preghiera della Pace
alla quale oggi noi diamo voce:
uomini dal cuore bruciato dall’odio
non uccidete mai più in nome di Dio,
deponete le armi, abbassate le bandiere,
prostràti, adorate,
il Signore che viene,
viene e vi benedice
e con la sua venuta a tutti voi dice:
fratelli, sappiamoci amare
ve l’ho insegnato stando sulla Croce
perché voi possiate vivere in pace;
per chi rifiuta, però, l’abbraccio fraterno
pace non avrà per un tempo eterno,
per chi disprezza la vita umana
e gode del sangue innocente
sempre ricordi che il sangue non mente:
se nel sangue hai lavato le tue mani assassine
sgozzando fanciulli ed ingenue bambine
dal Sangue sarà condannata
la tenebra nera che l’ha comandata.
Il grido del povero sarà sempre ascoltato.
Il gesto violento sempre sarà condannato:
si chiama Giustizia nel Cielo Beata
sgorgata da quel Cuore che tanto l’ha amata!’’.
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sabato 6 dicembre 2014
DIO CI ATTENDE ALLA FRONTIERA
DEL NOSTRO CUORE
Certo, commentare
quello che emerge dalle cronache di questi ultimi giorni credo che sia
impossibile, quando non solo si tocca il fondo, ma si va abbondantemente ben
oltre il fondo, si supera cioè il limite della decenza UMANA, nessuna parola è
adeguata per definire certe azioni e certe logiche, perché non bisogna
dimenticare che alla base di quelle azioni c’è una logica di pervertimento e di
disumanità che spinge ad agire in una direzione o in un’altra: chi sfrutta
un’emergenza per arricchirsi alle spalle di chi lotta per la vita o di chi fugge
dalla guerra, di chi ha già vissuto tutto il marcio della vita e spera di
trovare gente ‘’ più umana’’ in un Paese che si definisce civilizzato, davvero…
diventa ‘’emergenza nell’emergenza’’; l’emergenza vera, quella di
fornire aiuti umanitari di tipo materiale: cibo, acqua, medicine, coperte,
indumenti… , nonostante questa urgenza che mette a rischio la sopravvivenza
stessa, diventa secondaria rispetto a quella ‘’educativa, morale, emotiva’, alla
formazione dell’uomo che non sa più di essere uomo, che diventa ‘’sciacallo’’,
come li definisce il direttore della Caritas romana, mons. Enrico Feroci.
Quell’espressione latina coniata da Plauto ‘’homo homini lupus’’
(vissuto nel 250 a. C.) torna ad essere ancora una volta protagonista di questo
nostro mondo e diventa ancora più sconcertante, perché annulla un cammino
durato millenni e conferma quella tendenza dell’uomo non solo di danneggiare e
di distruggere il suo simile, ma di sfruttare la debolezza altrui, cosa ancora
più infamante e più ripudiante; conferma che l'istinto di sopravvivenza e
quello di sopraffazione ancora una volta hanno il sopravvento su quello dell’amore
e dell’amicizia, quasi a sancire l’ impossibilità per l’uomo di dominare se
stesso e di percepire in sé l’altro naturale bisogno che è quello di relazionarsi
con l’altro in un rapporto di amicizia e di solidarietà.
La domanda da porsi,
a questo punto, diventa una solo: potremo mai un giorno sostituire il detto di Plauto ’homo
homini lupus’’ con quello di Seneca: "l'uomo è una cosa sacra per
l'uomo"?
Non voglio certo assolutizzare
questi fatti di cronaca di sfruttamento delle povertà, delle emergenze, delle
debolezze degli altri, anche se sono quelli che più ci fanno tremare, che ci
sconvolgono emotivamente, lo so bene che non mancano esempi di ‘’amore fraterno’’ all’insegna
della solidarietà e della giustizia umana e divina; basta guardare a tutti quei
centri di accoglienza gestiti da uomini di fede, parroci, vescovi e responsabili di strutture
che nascano dall’interno della Chiesa: un esempio di esperienza diretta e
personale è la Casa Famiglia di Campomaggiore, dove non solo gli immigrati
vengono accolti ma vengono loro forniti indumenti, assistenza sanitaria, garantito
il diritto allo studio e soddisfatte tutte quelle necessità tipiche delle nuove
generazioni, come ci si aspetterebbe da una ogni centro di accoglienza, ma che spesso
siedono alla mensa del parroco, a sue spese, spesso vengono vestiti a spese del
parroco, spesso restano a cura e a spese solamente del parroco per lungo tempo…
senza chiedere nulla in cambio, neanche quel ‘’grazie’’ che ci si aspetterebbe
per essersi fatto ‘’tutto a tutti’’.
È la risposta a chi,
vantandosi con i suoi degni soci, dice
che ‘’l’emergenza degli immigrati frutta molto più del traffico di droga’’.
È la risposta dell’uomo
all’uomo, la conferma che si può essere uomini migliori, se lo si vuole, se ci
si crede, se si riesce a superare l’istinto felino della supremazia sull’altro
e far prevalere il bisogno di prendersi cura dell’altro.
Utopia? Forse ancora
un po’ sì, il cammino è sicuramente abbondantemente lungo, a quanto pare, ma
piccoli passi vengono fatti quotidianamente, sparsi di qua e di là, poco
rumorosi, poco visibili, che attirano poco l’attenzione dei mass media, ma che
fortunatamente ci sono, come formiche lavorano alle frontiere del vivere
sociale, ma tessono tele di sostegno, di solidarietà, di amicizia fra popoli,
sì… sono persone che credono nell’uomo e che sono disposti a ‘’spendersi’’ per
loro piuttosto che a ‘’guadagnare’’ su di loro ed agire spinti dalla logica
dell’accoglienza o da quella del guadagno a tutti i costi… fa la differenza,
una differenza abissale, lunga millenni e alta quanto i cieli, larga quanto un
cuore che ha scoperto la bellezza e l’irrinunciabilità dell’amore.
E per dare conferma a
tutto questo, riporto l’ esperienza di un’altra associazione di volontariato,
interetnica, laica, indipendente, nata nel 2004 e operante sul territorio del
Sud Pontino, con sede a Gaeta, Lungomare Caboto, 524/26. ‘’Insieme-Immigrati in
Italia” (www.insieme-immigrati-italia.it),
una goccia nel mare nell’emergenza immigrazione, ma una goccia indispensabile
affinchè l’Oceano dell’emergenza umanitaria di questi ultimi tempi non si
prosciughi, ma venga alimentato dalla fraternità e dall’umana solidarietà di
chi crede nell’uomo, di chi crede nella vita, di chi crede nell’amore, di chi
crede che … Dio ci attende alle
frontiere del nostro cuore… e lì lo incontreremo faccia a faccia e ci chiederà
conto del fratello!
Niente
potrà essere inventato in quel momento, ma potremo soltanto deporre il bagaglio
delle nostre azioni ai suoi piedi…
A noi, oggi,
la scelta di riempirlo con le azioni che riteniamo più opportune… e potremo
scegliere fra quella che qui sotto riporto o fra quelle che ci riportano i
giornali di questi giorni: lo
sfruttamento dell’emergenza umanitaria: disabili sfruttati per mendicare,
bambini rapiti e venduti, immigrati sul mercato della malavita… a noi la scelta!!!
.............................
‘’Ventiquattro rifugiati politici sono arrivati a Formia per essere
ospitati presso l’oratorio Don Bosco in via Appia nella prima mattinata di un
martedì di maggio. La nostra associazione, coinvolta fin dall’inizio
nell’operazione, in team con GUS – Gruppo Umana Solidarietà “Guido Puletti”
ONG, ente che da 15 anni si occupa di emergenza umanitaria in Italia, sta
contribuendo a prendersi cura di questi ragazzi.
I beneficiari, arrivati a Roma con un volo da Catania, erano stati
recuperati in mare tra giovedì e venerdì ….., grazie alle missioni umanitarie
che pattugliano il Mediterraneo. Un gruppo eterogeneo. Ventiquattro persone,
oggi 17, tutti giovani, provenienti da vari Paesi africani, accomunati dalla
disperazione che li ha spinti a chiedere la protezione della comunità
internazionale.
Il punto di ospitalità primaria è stato allestito in un’area
all’interno dell’oratorio dove i ragazzi trovano alloggio per dormire e mangiare.
L’impegno dei parrocchiani e di tutti i volontari che si alternano in cucina
rende questa un’esperienza di solidarietà e condivisione davvero meravigliosa.
Dopo una prima identificazione e assistenza sanitaria effettuata sulle
navi e nei centri di accoglienza temporanea predisposti sulla costa siciliana,
le Prefetture indirizzano i rifugiati su tutto il territorio nazionale in base
alla capacità di ricezione delle associazioni che operano nel settore
dell’accoglienza.
Il villaggio Don Bosco ospita i ragazzi per tutto il mese di maggio. La
Caritas ha fornito vestiti ed abiti per la prima accoglienza mentre
l’associazione “Insieme-Immigrati in Italia” ha fornito gli operatori entrati
nello staff, servizi di alfabetizzazione e integrazione. Il Gus cura gli
aspetti psico e socio-sanitari, e l’avvio delle pratiche necessarie alla
richiesta dello status di rifugiato che, entro pochi mesi, porteranno i
richiedenti a sostenere un’audizione presso la Commissione Territoriale per il
Riconoscimento della Protezione Internazionale di Roma. Dopo il primo periodo
al villaggio Don Bosco, gli ospiti saranno alloggiati in sei appartamenti e
inizieranno ad imparare i costumi del nostro Paese.

Papa Francesco: I poveri
non siano fonte di guadagno
venerdì 21 novembre 2014

NESSUNO E' STRANIERO
Dopo la messa a Santa Marta, il Papa ha ricevuto i partecipanti al VII Congresso mondiale della pastorale delle migrazioni e ha espresso la sua “gratitudine per l’impegno e la sollecitudine verso uomini e donne che anche oggi intraprendono il ‘viaggio della speranza’ sulle strade dell’emigrazione”. Dopo gli scontri di Tor Sapienza tra residenti e immigrati, Bergoglio era intervenuto sottolineando che ''l'importante è non cedere alla tentazione dello scontro respingendo ogni violenza''.
Francesco ha affermato che la presenza dei migranti “è un richiamo alla necessità di sradicare le ineguaglianze, le ingiustizie e le sopraffazioni. In tal modo, essi possono diventare partner nella costruzione di un’identità più ricca per le comunità che li ospitano, così come per le persone che li accolgono, stimolando lo sviluppo di società inclusive, creative e rispettose della dignità di tutti”. Da parte sua, il Papa ha ricordato che “la comunità cristiana è continuamente impegnata ad accogliere i migranti” e che “la Chiesa alza la voce in difesa dei loro diritti” perché essa “è madre senza confini e senza frontiere e si sforza di alimentare la cultura dell’accoglienza e della solidarietà, dove nessuno è inutile, fuori posto o da scartare”.
Francesco ha affermato che la presenza dei migranti “è un richiamo alla necessità di sradicare le ineguaglianze, le ingiustizie e le sopraffazioni. In tal modo, essi possono diventare partner nella costruzione di un’identità più ricca per le comunità che li ospitano, così come per le persone che li accolgono, stimolando lo sviluppo di società inclusive, creative e rispettose della dignità di tutti”. Da parte sua, il Papa ha ricordato che “la comunità cristiana è continuamente impegnata ad accogliere i migranti” e che “la Chiesa alza la voce in difesa dei loro diritti” perché essa “è madre senza confini e senza frontiere e si sforza di alimentare la cultura dell’accoglienza e della solidarietà, dove nessuno è inutile, fuori posto o da scartare”.
Bergoglio, inoltre, non ha fatto mistero che nell’accoglienza degli immigrati, oltre ai “benefici”, ci sono “anche alcuni problemi. Si riscontrano nei Paesi di provenienza dei migranti, tra l’altro, l’impoverimento dovuto alla perdita delle ‘menti’ migliori, la fragilità di bambini e ragazzi che crescono senza uno o entrambi i genitori, e il rischio di rottura dei matrimoni per le assenze prolungate. Nelle Nazioni che li accolgono, di riflesso, vediamo difficoltà d’inserimento in tessuti urbani già problematici, come pure difficoltà di integrazione e di rispetto delle convenzioni sociali e culturali che vi trovano”. Per il Papa “nell’incontro con i migranti, è importante adottare una prospettiva integrale, in grado di valorizzarne le potenzialità anziché vedervi solo un problema da affrontare e risolvere. L’autentico diritto allo sviluppo riguarda ogni uomo e tutti gli uomini, in visione integrale. Questo richiede che si stabiliscano per tutti livelli minimi di partecipazione alla vita della comunità umana. Tanto più è necessario che ciò si verifichi nella comunità cristiana, dove nessuno è straniero e, quindi, ognuno merita accoglienza e sostegno”
sabato 15 novembre 2014
PAGINE DI STORIA
|
I VOLTI DEL MEDIO ORIENTE
gli sfollati
i rifugiati
gli immigrati
i salvati
i disperati
gli abbandonati
gli arrabbiati
i preoccupati
i prigionieri
gli ambulanti
gli sfruttati
gli accolti
gli assistiti
gli abbracciati
mani di carità... radici di solidarietà
ACCOGLIENZA VUOL DIRE PUNTARE IN ALTO... INSIEME... DA FRATELLI!
venerdì 14 novembre 2014
STORIE DI SPERANZA
L’ha ribattezzata
Haya, che in arabo vuol dire ‘’vita’’ e in effetti questa bimba di circa un
anno strappata al mare è come se fosse nata per la seconda volta. La piccola
dorme placidamente tra le braccia del suo salvatore, un giovane siriano, grande
e grosso, che dice di chiamarsi Hamiad.
Un ‘’gigante buono’’
che non molla un attimo la ‘’sua’’ bambina, mentre parla a bassa voce per non
svegliarla. Seduto sul ponte della Guardia Costiera Fiorillo, appena attraccata
nel porto di Augusta, Hamiad ricostruisce le fasi drammatiche del naufragio e del salvataggio parlando con il
mediatore culturale dei Medici Senza Frontiere: ‘’ Quando il barcone si è rovesciato – dice – l’ho vista galleggiare
su un pezzo di legno, l’ho subito
afferrata prima che annegasse e non l’ho più lasciata fino a quando non sono
arrivati i soccorsi’’.
Il comandante della
Fiorillo dice che la bimba è stata salvata anche grazie all’intervento
immediato dei suoi uomini. È stato lui a fornire il latte in polvere e i
pannolini per la bimba : ‘’Ho una figlia
della stessa età – spiega – e prima
di partire ne ho fatto una scorta per un’eventualità come quella che si è
presentata’’.
Haya, intanto,
continua a dormire, ignara di tutto quello che sta accadendo intorno a lei.
Sull’unità d’altura
della Guardia Costiera si trovano 348 dei 364 superstiti del naufragio, ma
nessuno di loro ha riconosciuto la bimba.
‘’Sono stato io a salvarla – sottolinea Hamiad – e adesso non intendo lasciarla da sola. Se non
si trovano i suoi parenti, chiederò di adottarla…’’.
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mercoledì 5 novembre 2014
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| PAGINE DI STORIA |
On line dati e
statistiche sui migranti in Italia
Il Dipartimento per
le libertà civili e l’immigrazione fornisce mensilmente il quadro sulle
presenze nei centri di accoglienza
E’ on line nella
sezione dati e statistiche dell’Immigrazione la situazione aggiornata al 30
settembre sulle presenze dei migranti nei Centri di accoglienza del territorio
italiano. I dati, elaborati dal dipartimento per le Libertà civili e
l’Immigrazione e aggiornati con cadenza mensile, hanno l’obiettivo di fornire
un quadro della presenza dei migranti nelle diverse strutture di accoglienza
sul territorio italiano.
Attraverso grafici,
tabelle e mappe è illustrata, in maniera sintetica, la distribuzione dei
migranti per province e regioni e la collocazione dei Centri di identificazione
ed espulsione (Cie) e dei Centri governativi per richiedenti asilo (Cara, Cpsa,
Cda) in Italia.
mercoledì 29 ottobre 2014
Roma, 21 ottobre 2014
Sono 21.233 i ragazzi con cittadinanza non italiana ma nati nel nostro paese che completeranno il I ciclo scolastico con l'Esame di terza media a giugno del 2015. Altri 25.940 lo termineranno nel giugno del 2016. Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca anticipa alcuni dei dati sulla presenza di alunni figli di migranti nelle nostre classi che saranno diffusi con un ampio Report nei prossimi giorni. La scheda si sofferma in particolare sul I e II ciclo, anche alla luce delle recenti dichiarazioni in materia ius soli. Secondo il dato previsionale elaborato dal Miur, nell'anno scolastico appena cominciato sono 442.348 gli alunni con cittadinanza non italiana iscritti al I ciclo e 182.519 gli iscritti al II. Questi numeri verranno consolidati nei prossimi mesi.
I dati del I e II ciclo
Per quanto riguarda l'anno scolastico 2013/2014 (dati consolidati) 453.013 alunni con cittadinanza non italiana hanno frequentato il I ciclo, 182.181 il II ciclo, per un totale di 635.194 ragazzi, pari al 6,2% della popolazione scolastica totale nel I ciclo e al 2,5% nel II ciclo. Il dato è in crescita: nel 2010/2011, quattro anni fa, i figli di migranti iscritti al I ciclo erano 412.212 (5,7% del totale degli alunni), 153.423 gli iscritti al II ciclo (2,1% del totale), per un totale di 565.635 studenti fra la primaria e le superiori.
I nati in Italia
Cresce visibilmente la quota di nati in Italia. Nell'anno scolastico 2013/2014 hanno frequentato il I ciclo di istruzione 246.653 alunni con cittadinanza non italiana nati nella nostra penisola, mentre in 27.790 erano iscritti al II ciclo. I nati in Italia sono ormai il 38,8% del totale dei figli di migranti iscritti al I ciclo di istruzione. La percentuale è del 4,4% nel II ciclo. Quattro anni fa, nel 2010/2011 queste percentuali erano del 30,5% e del 2,4%.
sabato 25 ottobre 2014
sabato 18 ottobre 2014
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