giovedì 29 dicembre 2016

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RICOSTRUZIONE ( E FORSE FINE) DI UN GENOCIDIO



La guerra in Siria, conosciuta anche come guerra civile siriana, è un conflitto iniziato nel 2011 e che va avanti ininterrottamente da cinque anni e che ha causato più di 300.000 vittime e migliaia di profughi.
Tutto ha avuto inizio nel marzo 2011, quando la popolazione manifestò contro il regime del presidente Bashar al-Assad (nella foto qui sotto), succeduto al padre, che governa la Siria ininterrottamente dal 2000 (la famiglia Al-Assad, complessivamente, governa a Damasco dal 1971). Il regime cercò di reprimere con la forza le manifestazioni, causando centinaia di morti, ma le proteste si diffusero.
Risultati immagini per siria immagini strageDopo le repressioni una parte dei manifestanti è passata alla lotta armata e alcuni soldati siriani hanno disertato per unirsi alle proteste. Negli ultimi mesi del 2011 alcuni ufficiali disertori hanno proclamato la nascita dell’Esercito Siriano Libero (cioè l’FSA, Free Sirian Army). Da allora si è passati ad una vera e proprio guerra civile.
Nei mesi successivi alla sua nascita si uniscono all’FSA sempre più ribelli e l’Esercito Siriano Libero conquista il controllo di alcune città, avvicinandosi sempre più a Damasco, la capitale della Siria.
All’inizio del 2012 si affiancano all’FSA altri gruppi di oppositori tra i quali c’è il Fronte al-Nusra, nato a il 23 gennaio 2012 come branca siriana di al-Qaida e dello Stato Islamico dell’Iraq (ISI). Al-Nusra è costituito da fondamentalisti sunniti che vedono nella guerra in Siria un’opportunità per rovesciare il regime di Bashar Al-Assad e per la nascita di uno Stato Islamico in Siria.
Con il passare dei mesi sempre più persone si uniscono al fronte di Fronte al-Nusra e inizialmente l’Esercito Siriano Libero collabora con il Fronte, che presto però opera sempre di più con azioni di stampo terroristico, spesso con autobombe e attentati suicidi, causando moltissime vittime tra la popolazione civile.
Nel corso del 2012 gli scontri tra i ribelli e l’esercito siriano regolare aumentano, mentre il governo tenta di di bloccare i ribelli e i loro sostenitori con azioni sempre più violente, provocando massacri tra la popolazione civile e cercando di attribuire la responsabilità ai ribelli.
Risultati immagini per siria immagini strageQueste azioni suscitano le reazioni a livello internazionale. Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Turchia si schierano a supporto dei ribelli, mentre Russia, Cina, Iran e Venezuela si schierano a favore del regime di Al-Assad.
Nel corso del 2013 il conflitto si è esteso a tutto il Paese e i gruppi estremisti guadagnano sempre più forza. 
A inizio di marzo 2013 il Fronte di al-Nusra conquista la città pacifica di Raqqa, centro strategico che garantisce un buon controllo sulla Siria centrale e settentrionale. Al Fronte si affianca un'altra forza estremista, quello dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIS).
Nei mesi successivi la situazione diventa ancora più confusa e frammentata: da una parte c’è l’esercito regolare siriano, difensore del regime di Al-Assad, e dall’altra il fronte dei ribelli, diviso in sottogruppi.

L’Esercito Siriano Libero è ormai contrapposto ad al-Nusra e all’ISIS, mentre le forze curde che operano a Nord-Est della Siria si oppongono all’ISIS.
Risultati immagini per siria immagini strageNel 2014 l’ISIS si distacca dal Fronte di al-Nusra. Il fronte dei ribelli è sempre più spaccato. Nel frattempo l’ONU indice una conferenza di Pace a Ginevra per cercare di risolvere la crisi Siriana.
A giugno 2014 al-Assan viene rieletto mentre lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante conquista molte città dell’Iraq. Il 29 giugno l’ISIS proclama la nascita del Califfato, che comprende territori tra la Siria e l’Iraq.
A partire dal settembre 2014 una coalizione guidata dagli Stati Uniti inizia a bombardare i territori della Siria occupati dall’ISIS che nel frattempo concentra le sue azioni al confine con la Turchia, verso la città di Kobane, controllata dalle milizie curde che però, nonostante l’assedio della città, riescono a mantenerne il controllo. 
Nei primi mesi del 2015 le forze curde, con l’appoggio dell’Esercito Siriano Libero e della Coalizione guidata dagli USA, riescono a riconquistare altri territori e si avvicinano a Raqqa, la capitale del Califfato. L’ISIS contrattacca verso la Turchia ma, dopo diversi scontri, viene di nuovo respinta.
Negli ultimi mesi del 2015 lo Stato Islamico viene bombardato dagli aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti mentre le forze armate russe appoggiano l’esercito governativo siriano nella battaglia per la conquista di Aleppo.
Nella sera del 15 novembre 2015 la Francia, già impegnata negli interventi in Siria, ha effettuato un bombardamento aereo sulla città di Raqqa, con il supporto degli USA. Il bombardamento viene visto come una risposta ai terribili attentati terroristici avvenuti a Parigi la sera del 13 novembre.
Risultati immagini per siria immagini strageNel 2016 il conflitto siriano è continuato e gli scontri tra il regime e i ribelli si sono concentrati in particolare ad Aleppo, città situata a nord-ovest del Paese e capitale economica della Siria(Damasco è la capitale amministrativa), che dopo anni di guerra è divisa in due: la parte orientale sotto il controllo delle forze ribelli e la parte occidentale controllata dal regime.
A partire da luglio 2016 la parte della città occupata dai ribelli, ancora abitata da migliaia di civili, è stata posta sotto assedio e il regime ha bloccato l’arrivo di sostentamenti e gli aiuti umanitari destinati alla popolazione. 
Negli ultimi mesi Aleppo è stata bombardata in modo massiccio dagli aerei dell’esercito di Assad e dagli alleati russi, che hanno mirano soprattutto a colpire le strutture umanitarie che lavoravano per soccorrere le vittime.
A dicembre 2016 i bombardamenti si sono intensificati e a metà mese Aleppo est è caduta ed è stata conquistata dall’esercito di Assad, mentre i ribelli hanno mantenuto il controllo di piccolissimi territori della città. 
Il regime ha quindi riconquistato il controllo sulla città che rappresentava il punto strategico delle forze di opposizione.
La situazione a livello umanitario è gravissima: durante i mesi di assedio e i bombardamenti ci sono state centinaia di migliaia di vittime, tra cui moltissimi bambini e donne. 
Il resto della popolazione di Aleppo est, affamata dal lungo assedio, sta cercando di fuggire dalla zona.



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Il governo russo ha detto giovedì che il regime siriano di Bashar al Assad e i ribelli hanno accettato di rispettare il cessate il fuoco negoziato dalla Turchia e dalla Russia, che era stato anticipato ieri dall’agenzia di news turca Anadolu. Il cessate il fuoco prevede che dalla mezzanotte di venerdì 30 dicembre governo e ribelli sospendano gli scontri, in vista dell’inizio di nuovi negoziati di pace che si terranno in Kazakistan. I garanti dell’accordo, e quindi coloro che dovranno assicurare il rispetto della sospensione dei combattimenti, saranno il governo russo, alleato del regime di Assad, e quello turco, alleato di alcuni gruppi ribelli. Non sono ancora stati diffusi i dettagli dell’accordo, che comunque sembra essere penalizzante per i ribelli ed è stato presentato come molto ambizioso: vorrebbe di fatto sospendere una delle guerre che si stanno combattendo in Siria, quella tra governo e ribelli, portando le parti in causa a negoziare un accordo di pace duraturo e definitivo.
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Giovedì anche il governo e alcuni dei principali gruppi ribelli hanno annunciato di avere accettato l’accordo. I ribelli hanno però specificato che in caso di violazione del cessate il fuoco da parte delle forze alleate ad Assad reagiranno. L’accordo è comunque ambizioso. È il primo che viene negoziato dalla Russia e dalla Turchia, due paesi che negli ultimi mesi hanno aumentato in maniera significativa la loro influenza in Siria, e non si limita a stabilire le condizioni per il cessate il fuoco: prevede anche una seconda fase di natura politica, cioè l’inizio di negoziati di pace tra governo e ribelli.

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che sono stati firmati tre documenti: uno relativo al cessate il fuoco tra governo siriano e ribelli, uno contenente una lista di meccanismi di controllo che dovranno assicurare la sospensione degli scontri, e un terzo che include una dichiarazione di intenti per l’inizio dei negoziati politici. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha detto che i negoziati si terranno ad Astana, in Kazakistan, e che coinvolgeranno la Russia, la Turchia, l’Iran e probabilmente anche l’Egitto, oltre alle parti coinvolte nella guerra siriana. In una seconda fase, interverranno anche altri paesi come Arabia Saudita, Iraq e Giordania. Lavrov ha anche detto che gli Stati Uniti – i grandi esclusi dell’accordo – potranno unirsi ai negoziati una volta che Donald Trump si insedierà alla Casa Bianca, cioè a partire dal 20 gennaio 2017. Putin ha aggiunto che, a seguito dell’accordo, la Russia ridurrà il suo contingente militare in Siria (la Russia aveva già fatto un annuncio simile mesi fa, mai rispettato).

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La questione dei gruppi ribelli considerati terroristi
L’accordo trovato da Russia e Turchia, e accettato dal regime di Assad e dai ribelli, non metterà fine ai combattimenti in tutto il territorio nazionale siriano: non comprende infatti la guerra che alcuni stati – tra cui gli Stati Uniti – stanno combattendo contro lo Stato Islamico, e nemmeno le battaglie che coinvolgono gruppi considerati “terroristi”. Per esempio non riguarda Jabhat Fatah al Sham, prima conosciuto come Jabhat al Nusra (la divisione siriana di al Qaida), che è uno dei gruppi presenti a Idlib, l’unica grande città siriana ancora sotto il controllo dei ribelli . Le conseguenze dell’accordo sui ribelli potrebbero essere significative: l’accordo potrebbe costringere alcuni gruppi considerati più moderati a prendere le distanze da Jabhat Fatah al Sham, per non rimanere esclusi dal cessate il fuoco e continuare a subire i bombardamenti delle forze alleate ad Assad. A quel punto il regime siriano avrebbe raggiunto uno dei suoi obiettivi: dividere il fronte dei ribelli, indebolendolo, e isolare le sue componenti più forti, come i gruppi jihadisti. È per questa ragione che alcuni analisti considerano l’accordo annunciato oggi come penalizzante per i ribelli.

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 Secondo l'analista Michael Horowitz, l’accordo è una netta vittoria della Russia, e quindi di Assad, e conferma l’attuale posizione di forza
rza ottenuta dal regime dopo la riconquista di Aleppo, una città del nord della Siria la cui parte orientale era rimasta sotto il controllo dei ribelli per anni: «Con l’annuncio di un cessate il fuoco su scala nazionale negoziato con la Turchia, la Russia sta trasformando la sua recente vittoria militare ad Aleppo in una vittoria politica che apre la strada a future offensive militari e diplomatiche». Il fatto che l’accordo sia stato negoziato dalla Turchia, e che il governo turco si è presentato come uno dei due garanti del cessate il fuoco, significa molto: significa che sarà difficile per i ribelli sganciarsi dagli impegni presi, perché se lo facessero rischierebbero di rimanere isolati e senza coperture internazionali.
Risultati immagini per siria immagini strageL’accordo si può anche interpretare in un’altra maniera. Negli ultimi mesi il governo turco ha mostrato un crescente interesse per quello che sta succedendo nella Siria settentrionale, al confine con la Turchia: l’esercito turco – che è sempre stato fortemente anti-Assad – ha compiuto un'operazione militare in quei territori, con l’obiettivo primario di contenere un’ulteriore espansione dei curdi. Allo stesso tempo, sembra essere diminuito l’interesse della Turchia nei confronti della guerra contro Assad (come si diceva, ci sono diverse guerre in Siria: quella tra Turchia e curdi è diversa da quella tra ribelli e Assad). Uno degli ultimi eventi che potrebbero avere spinto il governo turco a rivedere le sue priorità in Siria è stata l’uccisione ad Ankara di Andrei Karlov, l’ambasciatore russo in Turchia. Durante l’attacco, l’assassino di Karlov ha urlato frasi come “non dimenticate Aleppo” e ha ripetuto slogan spesso usati dai jihadisti. Quello che è successo, ha scritto Horowitz, ha spinto la Turchia a riconsiderare la sua posizione nei confronti di alcuni gruppi di ribelli in Siria, che in passato non aveva voluto considerare come terroristi: come Jabhat Fatah al Sham, che oltre a essere uno dei gruppi più radicali ed estremisti tra i ribelli siriani è anche uno tra i più forti militarmente nella guerra contro il regime di Assad. Prendere così tanto le distanze da Jabhat Fatah al Sham, come sembra avere fatto la Turchia con l’accordo annunciato oggi, potrebbe essere un’ulteriore prova del cambiamento delle priorità del governo turco in Siria: più attenzione ai curdi e meno alla guerra contro Assad.
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Risultati immagini per siria immagini strageIl cessate il fuoco è scattato dalla mezzanotte del 30 gennaio.
Il ''cessate il fuoco'' arriva dopo anni di terrore e di morti innocenti.
Quanto dolore inutile!
Quanto dolore evitabile!
Ma pare che si è più bravi a crearlo il dolore che ad evitarlo!
La tendenza dell'uomo è sempre quella del distruggere che non quella del costruire!
Adesso bisogna ricostruire le case e le strade: non sarà facile ma nemmeno impossibile!
Molto più difficile sarà ricostruire le famiglie spezzate, i cuori distrutti: non sarà impossibile, ma nemmeno facile!!!

mercoledì 21 dicembre 2016

DALLA PARTE DEI RIFUGIATI


Da gennaio 2015 ad oggi oltre un milione e 300 mila persone hanno raggiunto l’Europa via mare, rischiando la vita
7269 persone sono morte in questo viaggio pericoloso.
Circa un terzo di loro proviene dalla Siria, altri dall’ Iraq e dall’ Afghanistan. Sono profondamente traumatizzate dalle violenze subite, fisicamente e psicologicamente esauste.
Hanno bisogno di tutto.
L’UNHCR, l’Agenzia Onu per i Rifugiati, sta intensificando le operazioni di soccorso per rispondere alle crisi in corso. In Europa, ad esempio, si preparano a distribuire coperte termiche, materassi, abiti invernali, oltre a cibo e bevande.
Da quando siamo arrivati in Ungheria, passando per la Grecia, la Macedonia e la Serbia, le uniche persone che ci hanno aiutato lungo il cammino sono dell’UNHCR. Ci hanno dato cibo, coperte, tende, materassi. È stato un aiuto prezioso.” – Mahmoud, rifugiato siriano giunto in Europa nel 2015..(da https://www.unhcr.it)
Ma i bisogni restano altissimi.
E purtroppo... anche l'indifferenza!

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MERCATINO DI NATALE

Nell’aria pungente
un vago tepore di fiammelle;
sotto il cielo rivestito a festa
l’attesa si rinnova…

e mentre il mondo attende la Pace
la macchina della morte
già falcia i suoi frutti:
là dove c’erano
angeli di legno e casette luminose
ora son candele e foto tra le rose!

Era un mercato per gente felice,
pieno di rumori, di auguri e di luci;
ora gli abbracci son tristi e spezzati
per i corpi morti ammazzati!

Ora la Pace
ha il colore del sangue,
della speranza che un po’ s’allontana;
ora la Pace non sembra più vera
e nessuna parola sembra giusta e sincera.

Ora il Natale non è solo un ricordo:
ecco, viene il Signore
per asciugare le lacrime
e consolare il cuore
di chi, per fare festa,
per terrorismo da innocente muore!

domenica 4 dicembre 2016

IL CUORE DELLA RAGIONE... CHE NON C'E'!

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SIRIA, UNICEF: IN 4 GIORNI 19MILA BAMBINI SFOLLATI AD ALEPPO EST.


Negli ultimi quattro giorni circa 31.500 persone risultano sfollate ad Aleppo est. Circa il 60% sono bambini. Lo denuncia l'Unicef, sottolineando che dunque "almeno 19mila minori sono sfollati a causa dei recenti combattimenti". 
Restano ad Aleppo "ancora 400mila persone sfollate che hanno bisogno di aiuto". 
L'Unicef sta lavorando con i suoi partner per fornire rifugi alle persone sfollate nell'area di Jibreen.(TGCOM24, 3 dicembre 2016)

Negli ultimi quattro giorni... sembra un tempo interminabile per chi vive in mezzo alla guerra da quando è nato; per chi, di questo mondo,  conosce solo la guerra come unica realtà umana; per chi ha visto solo case crollare e sentito boati infiniti di giorno e di notte.
Risultati immagini per siria immagini guerraSì, parliamo degli ultimi quattro giorni... ma l'inferno non è cominciato l'altro ieri, i bambini non muoiono da quattro giorni a questa parte, le famiglie non fuggono solo in questi ultimi quattro giorni... il dramma va avanti da anni... con conseguenze tali che molti giornali hanno messo in risalto come ad Aleppo non ci sia più posto nè per i vivi nè per i morti: corpi di bambini in buste di plastica bianche e seppelliti in buche scavate nei pochi centimetri di terra ancora liberi..., o uno sull'altro, in molti casi, perchè non c'è posto per i bambini in una società violenta che fa violenza ai suoi figli!

Risultati immagini per siria immagini guerraUsiamo dire: ma siamo nel Duemila!... quando qualcuno propone cose che sembrano appartengano al passato... come a dire: nel Duemila queste cose sono inconcepibili!... credo che questa esclamazione sia la carta d'identità di questo Tempo storico: le stragi e gli attacchi ai civili, le persecuzioni, gli sfollamenti, le morti dei bambini innocenti o dei malati negli ospedali... le città distrutte in maniera disumana... sì, tutto questo non è conciliabile con quel progresso che si crede di aver raggiunto nel Duemila!
No, questo non è progresso nè civiltà degna di questo Millennio: questa è malvagità inverosimile degna delle peggiori epoche storiche quando l'istinto animalesco, la violenza cieca, l'ignoranza dei valori civili... avevano il sopravvento sulle coscienze e sul rispetto umano.
Risultati immagini per siria immagini guerraQuelle che ci vengono proposte dai media, da alcuni anni a questa parte, sono scene non degne di nessuna epoca storica, ancor meno del Duemila, tempo in cui le capacità logiche e razionali sono piuttosto sviluppate in ogni parte del globo e non c'è giustificazione che tenga che possa avvalorare la necessità di quello che sta accadendo in questa parte del mondo, in maniera particolare.
Ciò che sta accadendo non è degno della Storia nè dell'uomo del Duemila, ma chi si fa autore di queste stragi fa un passo indietro di millenni, una regressione remota nel cammino dell'Umanità.

Risultati immagini per siria immagini guerraNessun uomo che sia tale, in nessun tempo, uccide bambini!
Quei corpicini imbustati e portati in braccio come quando si va a far la spesa al supermercato, sono lo scandalo di questo tempo, sono la verità sconcertante che mente e cuore non hanno ancora trovato un equilibrio, un incontro che permetta di ragionare con testa e cuore, con le ragioni del cuore o... meglio dire... con il cuore della Ragione: il cuore della Ragione sta nella capacità dell'uomo di non vedere l'altro come nemico, chiunque egli sia e qualunque siano le sue scelte politiche, religiose, civili... umane!
Il cuore della Ragione sta nella capacità di amare, superando quell'istinto primordiale dell'odio, dello scontro, dell'inimicizia, della presunzione di poter essere giudici dell'altro, secondo un modo di vedere tutto personale e quindi egocentrico!
Il cuore della Ragione sta nell'Amore... nella capacità di costruire ''La civiltà dell'Amore'' e non nel distruggere tutto ciò che capita sottomano, radere a tappeto la vita di milioni di persone per affermare una supremazia che non è un diritto da conquistare con la violenza.
Questi fatti che stanno accadendo sotto i nostri occhi riportano la Storia a secoli e secoli indietro... sono la terribile prova che la strada percorsa dall'uomo forse non è stata quella giusta: abbiamo raggiunto un progresso commerciale, scientifico o forse anche finanziario... ma quanto siamo ancora lontani dal progresso del cuore, da quella maturità umana che fa dell'uomo quell'essere superiore alle altre specie animali, una creatura in cui la Ragione si piega alle ragioni del cuore e ne fa la sua Legge prioritaria e distintiva! 
Risultati immagini per siria immagini guerraQuanto siamo lontani da questa realtà ognuno può vederlo da sè: se ciò che sta accadendo non è degno di una società animale, dove nessuno divora il suo simile, nessun animale uccide il suo simile... nè tanto meno può esserlo per una società umana, dotata di raziocinio e di sentimenti... no, il mondo non può accettare l'autodistruzione dell'Umanità... non può accettare e restare immobile che l'uomo distrugga il suo simile, senza motivi, senza tregua, senza ragione!
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L'immobilismo dell'Umanità di fronte a queste stragi ne avvalora la sua complicità a tutti gli effetti e a tutti i livelli... il sangue di quei bambini, di quei morti innocenti ricade sulle mani di tutti coloro che potrebbero impedire queste atrocità, queste crudeltà, queste malvagità... ma scelgono di stare a guardare!
Sì, dicono bene questi ragazzi nei loro cartelloni appesi al collo: il Mondo non vede, non sente, non parla!
Il Mondo non c'è!
Il Mondo non è mai a fianco del più debole, ma o si schiera con il più forte o è assente del tutto!
No... l'uomo del Duemila non è degno del suo Tempo, non  è degno di essere chiamato UOMO, non è degno della sua stessa Natura!

domenica 6 novembre 2016

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Svolta del Papa: aprire ai profughi ma con prudenza
di Gian Guido Vecchi - Corriere della Sera, 2 Novembre 2016


Parla di ritorno dalla Svezia, Francesco, a cui riconosce «una lunga tradizione: non solo nel ricevere
ma anche nell’integrare». E allora, nell’affrontare il tema dell’accoglienza dei profughi coglie
l’occasione per un’importante riflessione...

Santità, da Siria o Iraq cercano rifugio nei Paesi europei e alcuni rispondono con paura, c’è chi
teme una minaccia al cristianesimo. Qual è il suo messaggio anche alla Svezia, che ora comincia a
chiudere le sue frontiere?

«Come argentino e sudamericano ringrazio tanto la Svezia perché tanti argentini, cileni, uruguaiani
sono stati accolti al tempo delle dittature militari. La Svezia ha una lunga tradizione di accoglienza:
non solo nel ricevere ma anche nell’integrare, nel cercare subito casa, scuola, lavoro, integrare in
un popolo. Si deve distinguere tra migrante e rifugiato. Il migrante deve essere trattato con certe
regole, migrare è un diritto ma un diritto molto regolato. Invece un rifugiato viene da una
situazione di guerra, fame, angoscia terribile. Ha bisogno di più cura, di più lavoro, e anche in
questo la Svezia ha sempre dato un esempio. Fare imparare la lingua, integrare nella cultura. Non
dobbiamo spaventarci per l’integrazione delle culture perché l’Europa è stata fatta con una
integrazione continua di tante culture».
Risultati immagini per immigrati bambiniE i Paesi che chiudono le frontiere?
«Credo che in teoria non si possa chiudere il cuore a un rifugiato. Ma c’è anche la prudenza dei
governanti che penso debbano essere molto aperti nel riceverli ma anche fare un calcolo di come
poterli sistemare. Perché un rifugiato non lo si deve solo ricevere ma integrare. E se un Paese ha
una capacità di venti, diciamo cosi, di integrazione, faccia fino a questo. Un altro di piu, faccia di
più. Ma sempre con il cuore aperto. Non è umano chiudere le porte e il cuore, e alla lunga questo si
paga, si paga politicamente, come si paga anche una imprudenza nei calcoli, nel ricevere più di
quelli che si possono integrare».

Qual è il pericolo?

«Quando un rifugiato o un migrante non è integrato si ghettizza, entra in un ghetto, e una cultura
che non si sviluppa in rapporto con l’altra cultura, questo è pericoloso. Credo che il consigliere più
cattivo dei Paesi che tendono a chiudere le frontiere sia la paura. E il consigliere più buono la
prudenza. Un funzionario del governo svedese e mi diceva che hanno qualche difficoltà, perché
vengono in tanti e non si fa in tempo a sistemarli, a trovare scuola, casa, lavoro, far imparare la
lingua... La prudenza deve fare questo calcolo. Se la Svezia diminuisce la sua capacità di
accoglienza credo non lo faccia per egoismo o perché ha perso la capacità. Se c’è qualcosa del
genere è per ciò che ho detto: tanti oggi guardano alla Svezia perché ne conoscono l’accoglienza, ma
non c’è il tempo necessario per sistemare tutti».