mercoledì 23 settembre 2015



Migranti: nuovi scontri in Ungheria. Ban Ki-moon: "Trattamento inaccettabile"

FILO SPINATO

Filo spinato che mi stringi le mani
Non premere così forte sui miei domani

Filo spinato che mi stringi i piedi
lasciami andare… è solo vita quel che ti chiedo

Filo spinato che mi afferri le spalle
Non sono tuo nemico… non credere alle balle

Filo spinato che mi laceri il petto
Vedi son qui sotto il sole … pietà da te mi aspetto

Filo spinato che mi strappi la pelle
Sono stanco… per mesi ho camminato
a piedi nudi sotto le stelle

Filo spinato che mi strappi i sogni
non consegnarmi all’avida morte
vedi… son così pochi i miei bisogni!

Filo spinato che mi strazi i pensieri
non fare anche tu gli sbagli storici di ieri

Filo spinato che mi squarci il cuore
Lo vedi… lo senti… questo affranto mio dolore!

Non ho più casa, né patria, né passato
son un profugo, son disperato,
ho le mani vuote e son disarmato,
ho visto gli orrori di una guerra sbagliata
ho troppa paura per la mia famiglia
per questa mia figlia che appena mi è nata…

…  tu che te ne stai lì ad impedirmi il passaggio
vuoi tu ascoltare il pericoloso mio viaggio?

Vengo da lontano, sono stanco, ho fame, ho paura
certo partire non è stata un’avventura…
almeno tu che non ti sciogli al sole
almeno tu … riesci a capire le mie parole?

Sei duro, sei d’acciaio, non ti pieghi e non ti spezzi
ma laceri e frantumi, il mio volto puoi ridurre a pezzi…
ma io lo so… tu che te ne stai  sull’alto del muro
e in basso ci guardi con quello sguardo duro

io lo so che servi una causa che non è giustizia
e piangi… lo  so… sulla nostra disgrazia

tu sai quanto male mi puoi fare
se  su di te mi volessi arrampicare…
perciò ti prego… piega le tue punte di ferro
soltanto un po’ perché possa partire
so che non hai un cuore
so che non puoi provare dolore
se la mia pelle ti resta impigliata
so che non è tua questa scelta sbagliata

ma anche un filo spinato può  provare pietà
di fronte ad un padre che più speranza non ha

se  torno indietro la nostra vita è finita
ho 4 bambini… e niente nelle mani

il mio Paese è un inferno
cadon le bombe non le puoi evitare
dalla morte è impossibile scappare,

il mare poi… lo sai… è ormai un cimitero
più che di pesci… di tombe è ormai pieno;

piega i tuoi aculei, ti prego, non farci del male
proteggici tu nella notte… aiutaci a passare!


-          Io son solo un filo di ferro, un cuore non ho,
non ho mani né piedi e piangere non so,
ma tu mi sciogli come neve al sole
la tua storia scioglie i miei nodi
vorrei… poterti vedere contento
ogni uomo dovrebbe poter andare dove vuole!

Non posso scendere da questo muro che ti sbarra la via
se potessi… per te mi farei acqua, pane, viatico buono
ma son di ferro e son quel che sono;

son filo spinato e altro non so fare
ma se potessi mi autodistruggerei
perché a nessuno mancasse la libertà…

se anche strappo e lacero crudele io non sono,
se ignobile mi fecero
fu solo per servire l’umana malvagità;

io non uccido nessuno:
lo sai che è l’uomo, tuo fratello,
il tuo vero nemico, il numero uno:

io volentieri ti farei passare
ma non son io che decido il tuo futuro:
vedi… c’è qualcosa di più duro di me
c’è qualcuno che non ti vuole e sai perché?

Perché ancora non ha capito
che il mondo è uno solo
e continua a dividerlo a pezzi,
col filo spinato segna il suo confine
con un muro alto più alto…
che sembra non abbia più fine;

 io son fatto per stare sopra i muri
ma se mi guardo intorno ci son uomini più duri:
tu cerchi la pace, tu scappi dalla guerra
ma qui… qui... in questo mondo più spietato di me
la pace… la pace… ancora non c’è!




martedì 22 settembre 2015


PAGINE DI STORIA


ED È VERGOGNA!!!
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Migranti, quello che non ha potuto la crisi dell’Euro

 stanno facendo l’Ungheria e gli Stati dell’Est: 

scardinare l’Unione Europea

''Gestire poche centinaia di migliaia di arrivi non dovrebbe essere un’impresa tecnicamente impossibile: negli ultimi decenni Belgio, Germania Francia e Gran Bretagna hanno ospitato milioni di italiani, spagnoli, portoghesi e turchi. Invece Bruxelles si è dimostrata inane, incapace di reagire in modo unitario e tempestivo, mentre Budapest costruisce al confine con la Croazia il primo muro della storia dell'Ue e rinnega i valori fondanti dell'Europa unita, scardinando l’Ue col pretesto dei flussi “insostenibili” di profughi
(di  | 22 settembre 2015 -  
(www.ilfattoquotidiano.it)

Migranti, quello che non ha potuto la crisi dell’Euro stanno facendo l’Ungheria e gli Stati dell’Est: scardinare l’Unione Europea


Se in questi ultimi  mesi l’Europa ha fatto sentire la sua assenza; se ha fatto orecchi da mercante sulle pressanti richieste di aiuto da parte dell’Italia sulle cui spalle ricadeva, da tempo, tutta la responsabilità dell’accoglienza dei profughi; se l’Europa ha alzato la voce solo per sanzionare chi già aveva i suoi debiti e le sue criticità economiche… quello che sta succedendo in queste ultime settimane ci sta rivelando il suo vero volto: dall’ Europa indifferente, all’Europa spaccata, all’Europa dei muri e del filo spinato… adesso siamo all’Europa della ‘’guerra politica’’, all’Europa divisa su temi che dovrebbero invece unire, perché prima ancora di un unico blocco economico, l’Europa è nata come organizzazione solidale, come patto di amicizia, come una roccaforte di umanità.
Lo spettacolo che sta dando in questi giorni è in assoluto contrasto con quei valori stabiliti e sottoscritti da tutti i Paesi Membri:
dalla spartizione dei rifugiati, come se fossero caramelle tra una banda di bambini,  alle frontiere chiuse come recinti e muri sormontati da filo spinato come campi di concentramento, con polizia in assetto di guerra, fino all’assurdo: quello delle multe per chi rifiuta di accogliere i profughi: ben 6500 € a persona!
Si è davvero superato ogni limite: ogni profugo vale 6500 €!!!
Si è arrivati a quantificare in denaro il valore di una persona!!!
Non credo che ci siano parole per commentare oltre!
Le immagini parlano da sole: bambini che si perdono nella massa, bambini che vengono passati dai finestrini di un treno, bambini che cercano di passare sotto il filo spinato, bambini che piangono, che hanno paura, che hanno freddo, che stanno sotto il sole cocente per giorni, bagnati come pulcini sotto la pioggia… bambini, semplicemente bambini … e donne… donne incinte, donne vedove che hanno perso i mariti in guerra ed hanno la responsabilità dei figli, disabili su carrozzelle, giovani che fuggono dai tagliagola che terrorizzano il loro Paese… persone che hanno paura, che hanno già visto tutto il marcio possibile di una umanità perversa… persone che non avevano ancora visto l’assurdità di una civiltà che non sa farsi prossima a chi chiede aiuto.
Paesi Europei che sono arrivati a mettere multe a chi vendeva biglietti ai profughi, a rispondere con il carcere a chi li aiutava a passare la frontiera, a chi in nome della legge … va contro legge!
Assurdo, terribilmente assurdo che nel Terzo Millennio si sia ancora 
a certi limiti di dis-umanità!
Risultati immagini per migranti ungheriaDavanti ad una marea di gente disperata, l’Europa risponde con il dare loro altri motivi di disperazione.
La politica e l’economia sembravano ‘’perfette’’ in quest’Europa che dava ordini a destra e a manca; sembrava che l’Europa fosse una roccaforte invincibile, salda e austera nei suoi palazzi di vetro, ma nel momento in cui deve far i conti con la realtà umana, quella che non si può contabilizzare a tavolino, con la calcolatrice, quella che non si può né vendere né comprare… ecco il fallimento totale!
L’Europa disumanizzata che non ha principi morali, etici e solidali e non solo è spaccata sui metodi di accoglienza dei profughi, ma è anche tragicamente distante e spaccata nei suoi princìpi di nazionalismo politico.
Un’Europa che sembrava ‘’forte’’ che sta rivelando, invece, tutta la sua debolezza.
Si è deboli quando l’unione è fondata sui principi sbagliati, quando non si mette al centro la persona, quando la persona è asservita all’economia e alla politica, quando la legge non è a favore della vita e della solidarietà, ma solo al servizio di se stessa, fine a se stessa.
Non si può assistere  alle masse umane accampate nelle campagne circondate da filo spinato, come nuovi campi di sterminio, senza servizi igienici, senza riparo, senza il minimo necessario per la sopravvivenza. No, proprio non si può stare a guardare giovani che s’immergono negli autobus strapieni spinti da finestrini, come in una scatola di sardine, famiglie separate, bambini terrorizzati.
No, non si può stare a guardare queste scene: scene di guerre, scene di dolore, scene di rifiuti, scene disumane che accadono sotto gli occhi di un mondo che non sa fare altro che stare a guardare, trincerandosi dietro l’austerity, dietro il rigorismo spietato delle leggi anti-uomo!
Ma che fine ha fatto la nostra civiltà!
Che fine ha fatto l’orgoglio della cristianità europea!
Che fine ha fatto l’uomo!
In fin dei conti, questa tragedia disumana ci dà uno spaccato di quella che è il reale stato di ‘’im-maturità umana’’ a cui si è giunti con il passare dei secoli, con l’evolversi del progresso e della civiltà.
Uno spaccato che diventa vergognoso agli occhi della Storia, forse il peggiore di ogni tempo, perché se già è gravissimo farsi la guerra tra ‘’fratelli’’, ancora peggio lo è fare la guerra a chi è disperato, a chi chiede  aiuto, a chi è disarmato, a chi viene in pace, a chi fugge dalla guerra, a chi fugge per non fare la guerra, a chi chiede di poter garantire la vita ai propri bambini… l’Europa sta facendo la guerra contro chi non vuole la guerra, sta facendo la guerra contro bambini, donne, disabili, giovani disarmati!
Si può andare oltre questa ignominia?!
Credo proprio di no!
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Un’Europa incapace di gestire un’ emergenza umanitaria intercontinentale, che usa le armi per respingere chi chiede aiuto, che esaspera le tragedie umanitarie, che le risolve con leggi speciali che sono contro la vita e contro l’umana natura!
È l’Europa della vergogna!
Che la situazione sia complicata ed anche pericolosa nessuno lo mette in dubbio… ma che possa essere risolta con i protagonismi di turno, con i veti contro la vita, con la spartizione di persone terrorizzate a cui viene dato un prezzo… questo proprio non me lo sarei mai aspettato!
È vero che bisogna fare i conti con la realtà, con le situazioni già critiche di tanti Paesi, è vero che il Medio Oriente è come una polveriera che rischia di esplodere da un momento all’altro, è vero che non è facile gestire un’emergenza umanitaria di simili proporzioni… ma mi chiedo: oltre ai muri e ai conti della ‘’spesa’’ … che cos’altro si sta facendo?
Dove sono l’ONU, le organizzazioni pro-migranti, l’Unchre, tutti quegli organismi internazionali che sono stati costituiti per far fronte ad emergenze e problematiche simili?
L’economia è fallita. La politica ha fallito. La solidarietà è inesistente.
Gli organismi addetti sono assenti.
I Governi si chiudono nei loro nazionalismi.
Gli Stati dell’UE litigano come bambini e si fanno la guerra fra loro.
Cos’altro può esserci di peggio!
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Una cosa terribile che non oso pensare: l’autodistruzione del genere umano!
No, non è certo per fare altro terrorismo psicologico, ce n’è già in abbondanza da tutte le parti, ma è solo la realtà verso cui ci avviamo; se i popoli che vivono in pace non sono in grado di garantire il diritto alla vita e alla pace… sono popoli destinati a scomparire, perché invece di sostenersi a vicenda sono ancora… l’un contro l’altro armati!
Che siano cannoni ad acqua o a pallettoni… il risultato non cambia: è il rifiuto dell’altro l’unica verità che emerge da tutto questo caos incontrollabile, sfuggito ormai al controllo della politica.
Anche la politica, infatti, ha rivelato il suo vero volto: una politica sterile, non al servizio del popolo che dovrebbe essere sovrano, ma al servizio di se stessa, sfruttando il popolo che subisce le conseguenze di una aridità politica, culturale, intellettuale e sociale.
È ancora l’Europa dei tanti campanili.
L’Europa dei tanti nazionalismi.
L’Europa della disuguaglianza e delle discriminazioni.
L’Europa che trucca il suo volto per apparire ‘’moderna e affascinante’’, ma che in realtà presenta molte più rughe e bubboni sulla pelle e sul cuore.
È l’Europa frammentata.
L’Europa delle cattedrali economiche e dei tuguri di solidarietà.
Risultati immagini per migranti ungheriaUn’Europa che spesso finanzia guerre in terre lontane, che vende armi a ribelli e terroristi, che incrocia le braccia di fronte alle emergenze, che si tira indietro di fronte alle proprie responsabilità, che costruisce castelli in aria che crollano al primo vento che sfida la loro fragilità!
Un’ Europa che delude, che sciocca per la durezza del suo cuore, per l’assenza di un criterio logistico-economico-politico che garantisca i più fragili e i più bisognosi.
Un’Europa che sta scrivendo la sua Storia più vergognosa e più disastrosa.
Certo, bisogna fare i dovuti distinguo… ma fino ad un certo punto, perché anche laddove si mostra un tantino di attenzione in più… anche lì si nasconde l’insidia del tornaconto personale, dei calcoli strategici legati all’economia, della mafia e del terrorismo che hanno piccoli e grandi nomi, nomi famosi e nomi ancora sconosciuti!
Risultati immagini per migranti ungheriaUn quadro storico così… non mi pare ci sia mai stato nella Storia del mondo, perché è un olocausto apparentemente senza causa e senza volontà… invece è proprio l’immobilismo, l’indifferenza, il rigorismo delle leggi, la durezza del cuore umano… che fa di questa scena europea il più tragico degli olocausti, perché è una politica che agisce senza regole, che si disperde su mille strade, che passa il tempo in statistiche e previsioni… intanto passa la scena di questo tempo… fra tormenti, terrorismi vari, incapacità, rifiuti, abbandoni, paure…
         
Ed è vergogna, sì, è vergogna vedere l’uomo che alza la voce contro i mulini a vento… mentre i bambini muoiono in mare, sotto le bombe, sotto il filo spinato, muoiono di fame, di sete… di paura… perché rifiutati!!!



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venerdì 18 settembre 2015

PAGINE DI STORIA

Budapest candidata alle Olimpiadi dell’esclusione


Refugees clamber through barbed wire as they cross from Serbia to Hungary, in Roszke, Thursday, Aug. 27, 2015. Over 10,000 migrants, including many women with babies and small children, have crossed into Serbia over the past few days and headed toward Hungary. (ANSA/AP Photo/Darko Bandic)
Refugees clamber through barbed wire as they cross from Serbia to Hungary, in Roszke, Thursday, Aug. 27, 2015. Over 10,000 migrants, including many women with babies and small children, have crossed into Serbia over the past few days and headed toward Hungary. (ANSA/AP Photo/Darko Bandic)







Guardo questa foto che l’agenzia di informazione ANSA certifica essere stata scattata al confine tra la Serbia e l’Ungheria.
Poi, notizia successiva, ascolto che l’Ungheria, con Budapest, è tra le città candidate alle Olimpiadi del 2024.
E le domande, ormai da giorni, si affollano al punto tale da ingarbugliarsi. 
Basta a una capitale fornire strutture e soldi per “ospitare” gli STRANIERI olimpionici?
Può la Nazione del filo spinato “accogliere” il simbolo millenario dell’uguaglianza, dell’ospitalità, della fraternità universale?
E’ vero, siamo fatti di contraddizione, il doppio vive da sempre nella dimensione umana di ogni persona, ma ci sono livelli di doppiezza che andrebbero solo smascherati, chiamati per nome, bloccati. Sono livelli inaccettabili, perché responsabili consapevoli del destino dell’umanità, un destino da cui, in questi mesi, milioni di persone stanno scappando. Un destino, delle cui cause, prima che delle conseguenze, nessuno si occupa.
Ma noi lo sappiamo: gli olimpionici non arriveranno attraverso binari percorsi a piedi e pertanto non si troveranno davanti un filo spinato. 
Per loro, scendendo dall’aereo, ci sarà solo la festante accoglienza di una nazione europea (tra)vestita a festa.
Il resto, forse sarà stato già dimenticato. 
O forse, qualcuno, oggi, avrà il coraggio di dire alla Budapest di Orban che il fuoco della Torcia Olimpica viene soffocato dal filo spinato dell’intolleranza, dispotismo, violenza, ingiustizia, atto contro l’umanità. 
O forse, beffa del destino, nel 2024, questa bambina sarà una delle giovanissime atlete rappresentati di una nazione europea, in cui lei, essendo riuscita ad attraversare il filo spinato, si sarà perfettamente integrata. 
Ai posteri l’ardua sentenza e a noi l’arduo compito di scelte che abbiano il gusto dell’umanità.

(da http://cantalavita.com) 

giovedì 10 settembre 2015



LA PRIMAVERA EUROPEA

Se la primavera è la stagione del risveglio… allora… evviva!… ben venga finalmente il risveglio della dormiente Europa.
Siamo fortunati… non è stato necessario aspettare cento anni né il bacio del bel principe per assistere al risveglio della ‘’Bella Europa addormentata’’,
è bastata - per modo di dire -  la lunga fila dei profughi, la foto di un bambino di tre anni ‘’morto’’ sulla spiaggia tunisina, il cuore accogliente della gente… è bastato trovarsi faccia a faccia con un problema troppo a lungo ignorato e sottovalutato e soprattutto scaricato sulle spalle dei Paesi che – loro malgrado -  si allungano nel Mediterraneo, nella fattispecie Italia e Grecia.Risultati immagini per immigrati in europa
Volendo seguire il consiglio di una famosa canzone napoletana 
’ ciò che è stato è stato, dimentichiamoci il passato…’’,
 dimentichiamo pure, archiviamo i tanti rifiuti e tutte le volte che l’Europa ha girato le spalle ai Paesi in difficoltà per i continui sbarchi dei migranti; dimenticare è tanto desiderabile quanto auspicabile… considerato il risvolto positivo della situazione e il cambio di rotta di coloro che, a quanto pare, possono fare  il bello e il cattivo tempo, tutto e il contrario di tutto.
Ma anche volendo dimenticare i discorsi, le opposizioni, le sordità e le cecità, anche volendo dimenticare l’essere stati dimenticati da un’Europa distratta e indifferente dinanzi ai drammi di interi popoli e alle difficoltà di altri, dinanzi alle file interminabili delle bare impossibilitate ad essere tumulate per mancanza di spazio… anche a voler andare oltre tutto ciò che è stato… certamente non si può provare un attimo di sconcertante stupore nel sentir parlare Junker – solo oggi, dopo anni di migrazioni - di valori umani, di necessità di superare le differenze religiose, di attenzione all’umanità sofferente; come non possono non destare sconcerto le parole della Merkel quando dice che l’Italia e la Grecia non possono essere lasciate da sole, perché il problema immigrazione riguarda tutta l’Europa, dopo mesi e dopo ripetuti tentativi  da parte dell’Italia di far passare questo concetto!
Sorprende anche l’improvviso risveglio o presa di coscienza del presidente francese che - una mattina, casualmente -  ha scoperto che in Siria, da più di cinque anni, infuria la guerra e che c’è una popolazione che chiede aiuto ad un’Europa sonnecchiante.
L’improvviso interesse francese desta ammirazione, non c’è che dire, così come anche il primo ministro inglese ha finalmente e improvvisamente capito che forse è tempo di dare una mano nell’accoglienza dei profughi, anche se  - sottolinea – sarà lui a stabilire  le condizioni, cioè modi, tempi e percentuali di accoglienza e non l’Europa che – nel suo svegliarsi di soprassalto -  ha pensato - ingenuamente – di poter imporre numeri a destra e a sinistra.
Non ci sorprendono, invece,  i muri dell’Ungheria e il blocco delle frontiere della Danimarca, perché è solo la materializzazione di un pensiero che ha serpeggiato per l’intera Europa per anni e che ha contagiato anche parte dell’Italia, ma solo di quella parte incapace di dividere il pane con l’affamato e il tetto con il rifugiato.

Oggi abbiamo di fronte un’Europa spaccata in due e in tre nel respingere i rifugiati, ed un’altra Europa che si fa in quattro per accogliere i profughi; un’Europa che scopre all’improvviso di avere un’ anima e che sui BOT e sugli Spread prevale la vita e la solidarietà.
Risultati immagini per immigrati in europa
Evviva!!! Finalmente!!!!!!!!!’’
Ma, forse dovrei ridurre un po’ l’entusiasmo e non fare a voce troppo alta questo grido di esultanza, perché le brutte sorprese sono sempre in agguato…
L’entusiasmo per il risveglio europeo può anche far dimenticare il passato, ma non riesce a distogliere l’attenzione da alcuni dubbi che seppure restino di sottofondo… lasciano un po’ di amaro sul fondo del cuore: tanto per dirne una… l’apertura della Germania ai Siriani!
Che siano tra i più tribolati, è vero, ma l’apertura tedesca ad un solo popolo in particolare fa un po’ pensare: i siriani, si diceva nei vari dossier televisivi, sono un popolo di manager e gente particolarmente istruita, la loro istruzione e i loro talenti potrebbero far molto comodo anche alla Germania.
Cosa pensare, dunque, dell’improvvisa e selettiva apertura della Germania?
Se davvero la sua commozione è tale da fare marcia indietro sulle sue posizioni di chiusura, perché questa selezione molto ristretta di rifugiati?
E tutti gli altri? Quelli provenienti dal Gambia, dal Senegal, dal Ghana, dall’Eritrea… sono ‘’scarti’’ da lasciare al buon cuore degli altri?
A quanto pare, questa improvvisa accoglienza nasconde una terribile discriminazione!
È davvero triste la capacità umana di sfruttare ogni situazione pensando solo al proprio tornaconto e la capacità di trasformare in fonte di guadagno anche il dolore umano.
Ovviamente la Germania non è la sola a pensarla così, anche qualcun altro, che siede nei posti più alti del Parlamento Europeo in un’intervista ha dichiarato: 
‘’ Prenderemo solo i migranti di cui abbiamo bisogno’’.
Siamo al businnes!
Siamo nei bassifondi della politica!
Fa orrore un’affermazione del genere!
È davvero triste scoprire dove può arrivare la miseria umana che, per quanto la si voglia mettere in conto, riesce sempre a superare il limite del pensabile e dell’accettabile e a sorprenderti!
Quella primavera alla quale si accennava all’inizio… si veste già dei colori autunnali … anzi si avverte già il gelo dell’inverno!

Mi sovviene in questo momento, una famosa  quanto straziante lirica di Ungaretti ‘‘San Martino del Carso’’:

Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro
Di tanti
Che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto
Ma nel cuore
Nessuna croce manca
E’ il mio cuore
Il paese più straziato

‘’Nel mio cuore nessuna croce manca’’. Sì, forse l’Europa dovrebbe cominciare a fare i conti con queste croci, piuttosto che solo con monete e banconote;  sul cuore dell’Europa nessuna croce manca, qualunque sia lo sforzo europeo per dimenticarle e per escluderle dal suo sguardo; dovunque esse siano state piantate, la loro esistenza è reale.
Ogni singola croce ha un suo peso  preciso: bambini, giovani, adolescenti, donne incinte, padri e madri di famiglia, intere famiglie, intere tribù, intere città, intere nazioni, numeri incalcolabili di barconi ribaltati… pesi insostenibili nonostante la leggerezza di una croce di legno!
Se l’Europa ha preso finalmente coscienza della sua incoscienza soltanto oggi, e se questa coscienza è solo in funzione dei propri interessi, non può e non dovrà mai dimenticare di essere ugualmente responsabile dei vivi e dei morti, degli accolti e dei respinti, a qualunque nazionalità essi appartengano.
La responsabilità dell’accoglienza, senza discriminazione di popoli, faccia in modo che  nessuno dimentichi le conseguenze della propria indisponibilità.
Aveva ragione Ungaretti nel dire che è il cuore dell’uomo il paese più straziato, perché dalle condizioni del suo cuore prende vita la logica del suo pensiero: se il cuore è chiuso, concentrato e divorato dal suo egoismo non ci si può illudere che un giorno possa esserci mai  un’apertura di pensiero o un gesto di solidarietà né un salto di qualità che sia autentico e veritiero.

In conclusione, pensando a tutto questo, verrebbe da dire
‘’Europa? No grazie!’’.
Se questa è l’Europa, davvero si fa fatica a riconoscersi nei principi, nei valori, nella morale, nell’etica, nelle opinioni e anche nella politica, nella cultura, nella sua filosofia di vita.
Questa emergenza ha messo in luce tutte le difficoltà e le differenze, le distanze, se vogliamo, fra i vari Paesi dell’Unione.
Risultati immagini per immigrati in europa
’Non c’è molta Europa in questa Europa’’ ha detto Junker nel suo intervento di ieri al Parlamento europeo; come non dargli ragione!
Questa affermazione mi fa sorgere, però,  una domanda:
ma quale Europa vogliamo in questa Europa?
Perché forse il punto è proprio questo: abbiamo desiderato un’ Europa e qualcuno ne ha anche tracciato il profilo, ma sembra che si sia un po’ sbiadito e si faccia fatica a riprenderlo per renderlo più solido e visibile.

Se Europa deve essere, Europa sia… ma non un Europa dalla memoria corta e dalla voce alta sugli obblighi stabiliti da un ristrettissimo gruppo di parlamentari di un certo ramo politico, ma un’Europa forte delle sue radici e pertanto capace di dare frutti di buona qualità, graditi a tutti e pronti per essere messi a disposizione di tutti… cittadini europei o profughi africani che siano!

sabato 5 settembre 2015

PAGINE DI STORIA

L’ALTRA EUROPA
Certo, sono giornate complicate queste giornate di inizio settembre; giornate complicate ma, per la prima volta, … giornate più umane.
Un fatto nuovo le caratterizza, una scoperta che rincuora: di fronte ai muri della politica, di fronte alle frontiere chiuse della politica, di fronte al filo spinato dei governi… di fronte al cuore chiuso della politica europea… si è contrapposto il cuore straordinariamente aperto delle popolazioni, che hanno mostrato un senso civico, umano e pratico molto… ma molto nobile.
Le immagini televisive di questi giorni fanno storia, una storia che non ci fa onore, almeno per quello che riguarda la parte politica che deve prendere decisioni importanti sul problema dei migranti, trovare soluzioni immediate e soprattutto garantire i diritti umani a chi fugge da guerre e terrorismo.
La Francia contro il muro anti-migranti dell'UngheriaAssistiamo, da mesi, all’incapacità di una politica europea di far fronte alle urgenze che non sono di natura economica, che non riguardano il mondo della finanza, che non riguardano il PIL, lo SPREAD, le Borse e cose simili; l’Europa si misura con problemi di natura umanitaria e qui mostra il suo vero volto: un’Europa spaccata, con reazioni diverse, con soluzioni diverse, con principi diversi; forse questa emergenza imprevista porta in sé una sfida più grande, è l’occasione per recuperare un po’ di valori etici e sociali di cui si avvertiva fortemente l’assenza.
Per la prima volta  ho sentito presidenti parlare di valori da tener presenti, di un senso umanitario da ritrovare e riscoprire, ho sentito nei loro discorsi un qualcosa di nuovo, qualcosa che non fa solo rima con euro, crisi e adeguamenti alle leggi europee; per la prima volta l’Europa non ha potuto girarsi dall’altra parte, perché è stata toccata nel cuore, in tutti i sensi; il flusso dei migranti si dirige con determinazione verso il cuore dell’Europa, preme alle sue frontiere, chiede di poter entrare nel cuore dell’Europa; dall’altra parte, le immagini strazianti dei migranti morti sulle spiagge, in particolare quella di Aylan, un bimbo di tre anni, prendono al cuore e non si può più fingere di niente.
Dopo centinaia di bare, migliaia di morti in mare, famiglie disperate e decine di bambini morti annegati, ecco… un solo bambino commuove il cuore europeo che per la prima volta si interroga sul da farsi.
Quanti Aylan ci sono voluti perché l’Europa decidesse di svegliarsi?
Certo, meglio tardi che mai, ma tutti quei morti annegati, compresi bambini e donne incinte, pesano su quel cuore europeo per troppo tempo assente, per troppo tempo chiuso.
È bello vedere, però, che il popolo sa andare oltre i  confini della politica: laddove il governo si chiude nella freddezza delle pratiche burocratiche e dei calcoli numerici, la gente si apre alla solidarietà, non aspetta che sia il ministro o il presidente a chiamare in causa, ma va per le strade spontaneamente, portando acqua, cibo, vestiti, pannolini per bambini, giocattoli… un gesto di umanità che onora il cuore di questi popoli, come quello dei siciliani che per primi hanno teso la mano a chi fuggiva dagli orrori del terrorismo.
mappa-migrantiI profughi hanno attraversato mezzo continente africano, a piedi, sfidando sole torrido, fame, sete, terrorismo, stanchezza  e pericoli vari, ora stanno attraversando un altro mezzo continente a piedi, che in tempi di pace, costruisce muri e chiude frontiere a chi rivendica semplicemente il diritto di avere una speranza di vita.
E mentre noi cerchiamo soluzioni contro i trafficanti di uomini, ipotizzando bombardamenti e dirottamenti, loro, in silenzio, trovano l’alternativa: la rotta balcanica è una scelta obbligata per sfuggire alle organizzazioni mafiose.
Il paradosso è proprio questo: la rotta italiana alimenta le organizzazioni dei trafficanti, ma consente loro un approdo e un’accoglienza più sicura; la rotta dei Balcani, invece, libera dalle organizzazioni mafiose, diventa una trappola, un’ostruzione che rischia di vanificare i loro sforzi e di allontanare il traguardo sempre più, perché la burocrazia impedisce la libera circolazione e la libera scelta del luogo dove porre dimora.
È vero che servono controlli, che è necessario acquisire dati e informazioni su ciascuno di loro, ma ciò non deve essere motivo di negazione del diritto di vivere nel luogo in cui si desidera.
Occorre superare certi trattati, teorici, e riscriverli tenendo conto della realtà, sulla base delle esigenze e delle emergenze.

Se l’Europa politica ha mostrato finora il suo cuore di ghiaccio, la gente d’Europa ha mostrato un cuore accogliente, capace di cogliere il volto umano della questione, piuttosto che quello finanziario.
Per la prima volta, chi continua a fare i conti in tasca a questo o a quel Paese, di fronte ad una realtà innegabile, si accorge che c’è un problema da affrontare e da risolvere al più presto e chiede che di questo problema se ne faccia carico tutta l’Europa; lo fa solo adesso, dopo anni che l’Italia cerca di far capire che il problema non è solo italiano; oggi sui giornali leggiamo: ‘’La polizia tedesca ha stimato che solo martedì in Baviera siano arrivati 3.500 migranti che hanno fatto richiesta di asilo. Il governo della Germania si è impegnato ad accogliere i migranti siriani e a concedere loro asilo, chiedendo però che uno sforzo simile sia assunto anche dagli altri stati membri dell’Unione Europea, trattandosi di una crisi che interessa tutti i paesi dell’Europa.’’
C’è poco da commentare, l’unica cosa che si può dire è che… visto da lontano, il problema non esiste o non ci tocca; dovendo fare i conti da vicino, il problema appare tutto nella sua drammaticità ed urgenza ed allora ecco il risveglio.
APTOPIX Hungary MigrantsÈ un meccanismo normale, ma non dovrebbe essere così per chi ha scelto di servire un popolo o addirittura un continente; non bisogna aspettare che il problema esploda ai propri confini per capirne la portata e svegliarsi come se si uscisse da un coma.
’L’Europa sembra cambiare passo dopo tanti morti’’ dice Mattarella a
Cernobbio.
l’Europa che ha avuto bisogno della morte di un bambino di tre anni per decidersi a fare qualcosa; l’Europa che si commuove di fronte ad una foto, ma che fa fatica a muoversi di fronte alle file interminabili di gente disperata.
Un’Europa contraddittoria, ma che  mostra la sua umanità nel volto solidale della gente.
 Un grazie a questa Europa solidale e accogliente.
Un grazie a tutti coloro che si sono chiesti che cosa possono fare per aiutare chi è stato più sfortunato di loro; un grazie a chi non è stato a guardare; un grazie a chi non ha speculato politicamente sulla pelle di chi è disperato, ma si è messo nei suoi panni ed ha lasciato che il cuore parlasse e tendesse la sua mano, non a pugno chiuso, come succede in alcune città della nostra Italia, ma a mano aperta, tesa ad afferrare quella spaventata di un bambino o di un disabile che attraversa mezzo mondo a piedi sperando nella solidarietà di un estraneo o meglio di uno straniero.
L’augurio è che l’Europa vinca la sua sfida e che si scopra forte, unita, decisa… ma dal cuore buono, dal cuore aperto o anche solo che scopra di avere un cuore, già questo è un passo importante!
Grazie ad Aylan, che con il suo sacrifico ha svegliato l’Europa… il suo piccolo cuoricino batte ancora … nel cuore vuoto della grande Europa;
sì l’Europa ha sentito per la prima volta un palpito, un sussulto… un gemito… il cuore di Aylan è stato trapiantato nel cuore spento dell’ Europa ed ora batte il canto della solidarietà!
GRAZIE Aylan e Galip, perchè i vostri sorrisi hanno dato vita al cuore dell’altra Europa!


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AYLAN E GALIP,
I DUE FRATELLINI DI 3 E 5 ANNI, MORTI PER IL CAPOVOLGIMENTO
DEL BARCONE SULLE SPIAGGE TURCHE