"Per certi viaggi non si parte mai quando si parte. Si parte prima." Fulvio Ervas – Se ti abbraccio non avere paura
mercoledì 23 settembre 2015
martedì 22 settembre 2015
Migranti, quello che non ha potuto la crisi dell’Euro
stanno facendo l’Ungheria e gli Stati dell’Est:
scardinare l’Unione Europea
''Gestire poche centinaia di migliaia di arrivi non dovrebbe essere un’impresa tecnicamente impossibile: negli ultimi decenni Belgio, Germania Francia e Gran Bretagna hanno ospitato milioni di italiani, spagnoli, portoghesi e turchi. Invece Bruxelles si è dimostrata inane, incapace di reagire in modo unitario e tempestivo, mentre Budapest costruisce al confine con la Croazia il primo muro della storia dell'Ue e rinnega i valori fondanti dell'Europa unita, scardinando l’Ue col pretesto dei flussi “insostenibili” di profughi
Se in questi ultimi mesi l’Europa ha fatto sentire la sua assenza; se ha fatto orecchi da mercante sulle pressanti richieste di aiuto da parte dell’Italia sulle cui spalle ricadeva, da tempo, tutta la responsabilità dell’accoglienza dei profughi; se l’Europa ha alzato la voce solo per sanzionare chi già aveva i suoi debiti e le sue criticità economiche… quello che sta succedendo in queste ultime settimane ci sta rivelando il suo vero volto: dall’ Europa indifferente, all’Europa spaccata, all’Europa dei muri e del filo spinato… adesso siamo all’Europa della ‘’guerra politica’’, all’Europa divisa su temi che dovrebbero invece unire, perché prima ancora di un unico blocco economico, l’Europa è nata come organizzazione solidale, come patto di amicizia, come una roccaforte di umanità.
Lo
spettacolo che sta dando in questi giorni è in assoluto contrasto con quei
valori stabiliti e sottoscritti da tutti i Paesi Membri:
dalla spartizione
dei rifugiati, come se fossero caramelle tra una banda di bambini, alle frontiere chiuse come recinti e muri
sormontati da filo spinato come campi di concentramento, con polizia in assetto
di guerra, fino all’assurdo: quello delle multe per chi rifiuta di accogliere i
profughi: ben 6500 € a persona!
Si è
arrivati a quantificare in denaro il valore di una persona!!!
Non credo
che ci siano parole per commentare oltre!
Le immagini
parlano da sole: bambini che si perdono nella massa, bambini che vengono
passati dai finestrini di un treno, bambini che cercano di passare sotto il
filo spinato, bambini che piangono, che hanno paura, che hanno freddo, che stanno
sotto il sole cocente per giorni, bagnati come pulcini sotto la pioggia…
bambini, semplicemente bambini … e donne… donne incinte, donne vedove che hanno
perso i mariti in guerra ed hanno la responsabilità dei figli, disabili su
carrozzelle, giovani che fuggono dai tagliagola che terrorizzano il loro Paese…
persone che hanno paura, che hanno già visto tutto il marcio possibile di una
umanità perversa… persone che non avevano ancora visto l’assurdità di una
civiltà che non sa farsi prossima a chi chiede aiuto.
Paesi Europei
che sono arrivati a mettere multe a chi vendeva biglietti ai profughi, a
rispondere con il carcere a chi li aiutava a passare la frontiera, a chi in
nome della legge … va contro legge!
Assurdo,
terribilmente assurdo che nel Terzo Millennio si sia ancora
a certi limiti di dis-umanità!
a certi limiti di dis-umanità!
La politica
e l’economia sembravano ‘’perfette’’ in quest’Europa che dava ordini a destra e
a manca; sembrava che l’Europa fosse una roccaforte invincibile, salda e
austera nei suoi palazzi di vetro, ma nel momento in cui deve far i conti con
la realtà umana, quella che non si può contabilizzare a tavolino, con la
calcolatrice, quella che non si può né vendere né comprare… ecco il fallimento
totale!
L’Europa
disumanizzata che non ha principi morali, etici e solidali e non solo è
spaccata sui metodi di accoglienza dei profughi, ma è anche tragicamente
distante e spaccata nei suoi princìpi di nazionalismo politico.
Un’Europa
che sembrava ‘’forte’’ che sta rivelando, invece, tutta la sua debolezza.
Si è deboli
quando l’unione è fondata sui principi sbagliati, quando non si mette al centro
la persona, quando la persona è asservita all’economia e alla politica, quando
la legge non è a favore della vita e della solidarietà, ma solo al servizio di
se stessa, fine a se stessa.
Non si può
assistere alle masse umane accampate
nelle campagne circondate da filo spinato, come nuovi campi di sterminio, senza
servizi igienici, senza riparo, senza il minimo necessario per la
sopravvivenza. No, proprio non si può stare a guardare giovani che s’immergono
negli autobus strapieni spinti da finestrini, come in una scatola di sardine,
famiglie separate, bambini terrorizzati.
No, non si
può stare a guardare queste scene: scene di guerre, scene di dolore, scene di
rifiuti, scene disumane che accadono sotto gli occhi di un mondo che non sa
fare altro che stare a guardare, trincerandosi dietro l’austerity, dietro il
rigorismo spietato delle leggi anti-uomo!
Ma che fine
ha fatto la nostra civiltà!
Che fine ha
fatto l’orgoglio della cristianità europea!
Che fine ha
fatto l’uomo!
In fin dei
conti, questa tragedia disumana ci dà uno spaccato di quella che è il reale
stato di ‘’im-maturità umana’’ a cui si è giunti con il passare dei secoli, con
l’evolversi del progresso e della civiltà.
Uno spaccato
che diventa vergognoso agli occhi della Storia, forse il peggiore di ogni tempo,
perché se già è gravissimo farsi la guerra tra ‘’fratelli’’, ancora peggio lo è
fare la guerra a chi è disperato, a chi chiede aiuto, a chi è disarmato, a chi viene in pace,
a chi fugge dalla guerra, a chi fugge per non fare la guerra, a chi chiede di
poter garantire la vita ai propri bambini… l’Europa sta facendo la guerra
contro chi non vuole la guerra, sta facendo la guerra contro bambini, donne,
disabili, giovani disarmati!
Si può
andare oltre questa ignominia?!
Credo proprio
di no!
Un’Europa
incapace di gestire un’ emergenza umanitaria intercontinentale, che usa le armi
per respingere chi chiede aiuto, che esaspera le tragedie umanitarie, che le
risolve con leggi speciali che sono contro la vita e contro l’umana natura!
È l’Europa
della vergogna!
Che la
situazione sia complicata ed anche pericolosa nessuno lo mette in dubbio… ma
che possa essere risolta con i protagonismi di turno, con i veti contro la
vita, con la spartizione di persone terrorizzate a cui viene dato un prezzo…
questo proprio non me lo sarei mai aspettato!
È vero che
bisogna fare i conti con la realtà, con le situazioni già critiche di tanti
Paesi, è vero che il Medio Oriente è come una polveriera che rischia di
esplodere da un momento all’altro, è vero che non è facile gestire un’emergenza
umanitaria di simili proporzioni… ma mi chiedo: oltre ai muri e ai conti della ‘’spesa’’
… che cos’altro si sta facendo?
Dove sono l’ONU,
le organizzazioni pro-migranti, l’Unchre, tutti quegli organismi internazionali
che sono stati costituiti per far fronte ad emergenze e problematiche simili?
L’economia
è fallita. La politica ha fallito. La solidarietà è inesistente.
Gli organismi
addetti sono assenti.
I Governi si
chiudono nei loro nazionalismi.
Gli Stati
dell’UE litigano come bambini e si fanno la guerra fra loro.
Cos’altro
può esserci di peggio!
No, non è
certo per fare altro terrorismo psicologico, ce n’è già in abbondanza da tutte
le parti, ma è solo la realtà verso cui ci avviamo; se i popoli che vivono in
pace non sono in grado di garantire il diritto alla vita e alla pace… sono
popoli destinati a scomparire, perché invece di sostenersi a vicenda sono
ancora… l’un contro l’altro armati!
Che siano
cannoni ad acqua o a pallettoni… il risultato non cambia: è il rifiuto dell’altro
l’unica verità che emerge da tutto questo caos incontrollabile, sfuggito ormai
al controllo della politica.
Anche la
politica, infatti, ha rivelato il suo vero volto: una politica sterile, non al
servizio del popolo che dovrebbe essere sovrano, ma al servizio di se stessa,
sfruttando il popolo che subisce le conseguenze di una aridità politica, culturale,
intellettuale e sociale.
È ancora l’Europa
dei tanti campanili.
L’Europa
dei tanti nazionalismi.
L’Europa
della disuguaglianza e delle discriminazioni.
L’Europa
che trucca il suo volto per apparire ‘’moderna e affascinante’’, ma che in
realtà presenta molte più rughe e bubboni sulla pelle e sul cuore.
È l’Europa
frammentata.
L’Europa
delle cattedrali economiche e dei tuguri di solidarietà.
Un’ Europa
che delude, che sciocca per la durezza del suo cuore, per l’assenza di un
criterio logistico-economico-politico che garantisca i più fragili e i più
bisognosi.
Un’Europa
che sta scrivendo la sua Storia più vergognosa e più disastrosa.
Certo,
bisogna fare i dovuti distinguo… ma fino ad un certo punto, perché anche
laddove si mostra un tantino di attenzione in più… anche lì si nasconde l’insidia
del tornaconto personale, dei calcoli strategici legati all’economia, della
mafia e del terrorismo che hanno piccoli e grandi nomi, nomi famosi e nomi ancora
sconosciuti!
venerdì 18 settembre 2015
![]() |
| PAGINE DI STORIA |
Budapest candidata alle Olimpiadi dell’esclusione
18 settembre 2015 by suor Mariangela, fsp
Poi, notizia successiva, ascolto che l’Ungheria, con Budapest, è tra le città candidate alle Olimpiadi del 2024.
E le domande, ormai da giorni, si affollano al punto tale da ingarbugliarsi.
Basta a una capitale fornire strutture e soldi per “ospitare” gli STRANIERI olimpionici?
Basta a una capitale fornire strutture e soldi per “ospitare” gli STRANIERI olimpionici?
Può la Nazione del filo spinato “accogliere” il simbolo millenario dell’uguaglianza, dell’ospitalità, della fraternità universale?
E’ vero, siamo fatti di contraddizione, il doppio vive da sempre nella dimensione umana di ogni persona, ma ci sono livelli di doppiezza che andrebbero solo smascherati, chiamati per nome, bloccati. Sono livelli inaccettabili, perché responsabili consapevoli del destino dell’umanità, un destino da cui, in questi mesi, milioni di persone stanno scappando. Un destino, delle cui cause, prima che delle conseguenze, nessuno si occupa.
Ma noi lo sappiamo: gli olimpionici non arriveranno attraverso binari percorsi a piedi e pertanto non si troveranno davanti un filo spinato.
Per loro, scendendo dall’aereo, ci sarà solo la festante accoglienza di una nazione europea (tra)vestita a festa.
Per loro, scendendo dall’aereo, ci sarà solo la festante accoglienza di una nazione europea (tra)vestita a festa.
Il resto, forse sarà stato già dimenticato.
O forse, qualcuno, oggi, avrà il coraggio di dire alla Budapest di Orban che il fuoco della Torcia Olimpica viene soffocato dal filo spinato dell’intolleranza, dispotismo, violenza, ingiustizia, atto contro l’umanità.
O forse, qualcuno, oggi, avrà il coraggio di dire alla Budapest di Orban che il fuoco della Torcia Olimpica viene soffocato dal filo spinato dell’intolleranza, dispotismo, violenza, ingiustizia, atto contro l’umanità.
O forse, beffa del destino, nel 2024, questa bambina sarà una delle giovanissime atlete rappresentati di una nazione europea, in cui lei, essendo riuscita ad attraversare il filo spinato, si sarà perfettamente integrata.
Ai posteri l’ardua sentenza e a noi l’arduo compito di scelte che abbiano il gusto dell’umanità.
(da http://cantalavita.com)
giovedì 10 settembre 2015
sabato 5 settembre 2015
Certo, sono
giornate complicate queste giornate di inizio settembre; giornate complicate ma,
per la prima volta, … giornate più umane.
Un fatto
nuovo le caratterizza, una scoperta che rincuora: di fronte ai muri della politica,
di fronte alle frontiere chiuse della politica, di fronte al filo spinato dei
governi… di fronte al cuore chiuso della politica europea… si è contrapposto il
cuore straordinariamente aperto delle popolazioni, che hanno mostrato un senso
civico, umano e pratico molto… ma molto nobile.
Le immagini
televisive di questi giorni fanno storia, una storia che non ci fa onore,
almeno per quello che riguarda la parte politica che deve prendere decisioni
importanti sul problema dei migranti, trovare soluzioni immediate e soprattutto
garantire i diritti umani a chi fugge da guerre e terrorismo.
Per la
prima volta ho sentito presidenti
parlare di valori da tener presenti, di un senso umanitario da ritrovare e
riscoprire, ho sentito nei loro discorsi un qualcosa di nuovo, qualcosa che non
fa solo rima con euro, crisi e adeguamenti alle leggi europee; per la prima
volta l’Europa non ha potuto girarsi dall’altra parte, perché è stata toccata
nel cuore, in tutti i sensi; il flusso dei migranti si dirige con
determinazione verso il cuore dell’Europa, preme alle sue frontiere, chiede di
poter entrare nel cuore dell’Europa; dall’altra parte, le immagini strazianti
dei migranti morti sulle spiagge, in particolare quella di Aylan, un bimbo di
tre anni, prendono al cuore e non si può più fingere di niente.
Dopo centinaia
di bare, migliaia di morti in mare, famiglie disperate e decine di bambini
morti annegati, ecco… un solo bambino commuove il cuore europeo che per la
prima volta si interroga sul da farsi.
Quanti Aylan
ci sono voluti perché l’Europa decidesse di svegliarsi?
Certo,
meglio tardi che mai, ma tutti quei morti annegati, compresi bambini e donne
incinte, pesano su quel cuore europeo per troppo tempo assente, per troppo
tempo chiuso.
È bello
vedere, però, che il popolo sa andare oltre i confini della politica: laddove il governo si
chiude nella freddezza delle pratiche burocratiche e dei calcoli numerici, la
gente si apre alla solidarietà, non aspetta che sia il ministro o il presidente
a chiamare in causa, ma va per le strade spontaneamente, portando acqua, cibo,
vestiti, pannolini per bambini, giocattoli… un gesto di umanità che onora il
cuore di questi popoli, come quello dei siciliani che per primi hanno teso la
mano a chi fuggiva dagli orrori del terrorismo.
E mentre
noi cerchiamo soluzioni contro i trafficanti di uomini, ipotizzando
bombardamenti e dirottamenti, loro, in silenzio, trovano l’alternativa: la rotta
balcanica è una scelta obbligata per sfuggire alle organizzazioni mafiose.
Il paradosso
è proprio questo: la rotta italiana alimenta le organizzazioni dei trafficanti,
ma consente loro un approdo e un’accoglienza più sicura; la rotta dei Balcani,
invece, libera dalle organizzazioni mafiose, diventa una trappola, un’ostruzione
che rischia di vanificare i loro sforzi e di allontanare il traguardo sempre
più, perché la burocrazia impedisce la libera circolazione e la libera scelta
del luogo dove porre dimora.
È vero che
servono controlli, che è necessario acquisire dati e informazioni su ciascuno
di loro, ma ciò non deve essere motivo di negazione del diritto di vivere nel
luogo in cui si desidera.
Occorre superare
certi trattati, teorici, e riscriverli tenendo conto della realtà, sulla base
delle esigenze e delle emergenze.
Se l’Europa
politica ha mostrato finora il suo cuore di ghiaccio, la gente d’Europa ha
mostrato un cuore accogliente, capace di cogliere il volto umano della
questione, piuttosto che quello finanziario.
Per la
prima volta, chi continua a fare i conti in tasca a questo o a quel Paese, di
fronte ad una realtà innegabile, si accorge che c’è un problema da affrontare e
da risolvere al più presto e chiede che di questo problema se ne faccia carico
tutta l’Europa; lo fa solo adesso, dopo anni che l’Italia cerca di far capire che
il problema non è solo italiano; oggi sui giornali leggiamo: ‘’La polizia tedesca ha stimato che solo
martedì in Baviera siano arrivati 3.500 migranti che hanno fatto richiesta di
asilo. Il governo della Germania si è impegnato ad accogliere i migranti
siriani e a concedere loro asilo, chiedendo però che uno sforzo simile sia
assunto anche dagli altri stati membri dell’Unione Europea, trattandosi di una
crisi che interessa tutti i paesi dell’Europa.’’
C’è poco da
commentare, l’unica cosa che si può dire è che… visto da lontano, il problema
non esiste o non ci tocca; dovendo fare i conti da vicino, il problema appare
tutto nella sua drammaticità ed urgenza ed allora ecco il risveglio.
‘’L’Europa sembra cambiare passo dopo tanti
morti’’ dice Mattarella a
Cernobbio.
l’Europa
che ha avuto bisogno della morte di un bambino di tre anni per decidersi a fare
qualcosa; l’Europa che si commuove di fronte ad una foto, ma che fa fatica a
muoversi di fronte alle file interminabili di gente disperata.
Un’Europa contraddittoria,
ma che mostra la sua umanità nel volto
solidale della gente.
Un grazie a questa Europa solidale e
accogliente.
Un grazie a
tutti coloro che si sono chiesti che cosa possono fare per aiutare chi è stato
più sfortunato di loro; un grazie a chi non è stato a guardare; un grazie a chi
non ha speculato politicamente sulla pelle di chi è disperato, ma si è messo
nei suoi panni ed ha lasciato che il cuore parlasse e tendesse la sua mano, non
a pugno chiuso, come succede in alcune città della nostra Italia, ma a mano
aperta, tesa ad afferrare quella spaventata di un bambino o di un disabile che
attraversa mezzo mondo a piedi sperando nella solidarietà di un estraneo o meglio
di uno straniero.
L’augurio è
che l’Europa vinca la sua sfida e che si scopra forte, unita, decisa… ma dal
cuore buono, dal cuore aperto o anche solo che scopra di avere un cuore, già
questo è un passo importante!
Grazie ad
Aylan, che con il suo sacrifico ha svegliato l’Europa… il suo piccolo cuoricino
batte ancora … nel cuore vuoto della grande Europa;
sì l’Europa
ha sentito per la prima volta un palpito, un sussulto… un gemito… il cuore di
Aylan è stato trapiantato nel cuore spento dell’ Europa ed ora batte il canto
della solidarietà!
GRAZIE Aylan e Galip,
perchè i vostri sorrisi hanno dato vita al cuore dell’altra Europa!AYLAN E GALIP,
I DUE FRATELLINI DI 3 E 5 ANNI, MORTI PER IL CAPOVOLGIMENTO
DEL BARCONE SULLE SPIAGGE TURCHE
Iscriviti a:
Commenti (Atom)



