lunedì 30 giugno 2014

FORTEZZA EUROPEA

La parola ‘’FORTEZZA’’ ha tanti significati, alcuni positivi altri negativi.
In questo caso, questo termine non è inteso nella sua accezione più positiva, perché non vuole intendere ‘’la forza dell’Europa’’, ma la ‘’roccaforte europea’’, cioè la chiusura, la torre di prigionia dentro la quale si è autoreclusa l’Europa, arroccata in sé stessa per non farsi espugnare da chi tenta l’assalto.
Mai come in questo caso la parola ‘’FORTEZZA’’ esprime tutta la debolezza di un’Europa che ha paura dell’altro, che ha paura di  mettersi in gioco, che preferisce stare a guardare, bendarsi gli occhi, aspettare che passi da sé, aspettare che qualcun altro si muova e le risolva il problema.
’Fortezza europea’’ è sinonimo di ‘’Immobilismo europeo’’ ovvero di quell’ indifferenza che nasce dalla ‘’cultura dello scarto’’ più dilagante del fenomeno stesso dell’immigrazione.
Diventa quasi necessario, a questo punto, usare termini ‘‘bellici’’, proprio come se ci fosse una vera e propria battaglia in corso, perché la realtà è proprio questa: i migranti lasciano una guerra e ne trovano un’altra da fare, non per loro volontà, ma per necessità e la necessità si chiama sopravvivenza, non è la conquista di un territorio o di una ricchezza che non appartiene, ma è la salvezza della propria vita; anche nella libera e democratica Europa bisogna combattere per veder riconosciuti il diritto ad esistere.
C’è una parte del mondo, soprattutto il sud Africa, che sta chiedendo aiuto, che spera nella democrazia occidentale, che guarda alla conquista della libertà contando sull’aiuto di coloro che già ci sono passati e sanno o almeno dovrebbero sapere cosa vuol dire vivere in uno Stato dove i ‘’diritti primari sono negati’’.
Ma sembra proprio che l’Europa abbia dimenticato il suo passato e non abbia molta intenzione di muoversi per migliorare il futuro di altri popoli che contano sulla sua civiltà raggiunta.
C’è un popolo africano, rimasto immobile per millenni, che si muove dall’altra parte della Terra, e c’è un popolo europeo, in cammino da sempre, che resta immobile, quasi paralizzato in sé stesso, ingessato, inglobato nei suoi problemi interni, che non riesce a vedere né le bare che si susseguono nelle immagini televisive, come un film che non è un film, ma un reality troppo reale, né le difficoltà del popolo italiano a gestire una situazione d’emergenza che dura da anni. Verrebbe da dire che ‘’si è in Europa, ma non si è dell’Europa’’; Europa non vuol dire, a quanto pare, ‘’collaborazione, condivisione, co-gestione dei problemi internazionali’’.

Qualcosa comincia a muoversi, negli ultimi mesi, tentativi di dare ‘’visibilità agli invisibili, la parola ai senza voce’’.
È nata nei mesi scorsi il CISPM, una ‘’ Coalizione internazionale dei sans-papier e migranti’’, che Lunedì 24 febbraio alle ore 11, presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana – a Roma – ha organizzato una conferenza stampa per la presentazione della Carovana europea- Bruxelles 2014.
Durante la conferenza il porta voce italiano della coalizione, Aboubakar Soumahoro, ha riferito che: ‘’L’1 marzo parte la ‘’Carovana europea - Bruxelles 2014’’, migranti e rifugiati in marcia contro il sistema Dublino per la libera circolazione delle persone richiedenti asilo, rifugiati, clandestini, migranti ed europei d’origine straniera: chi non è cittadino a pieno diritto. Esseri umani che rifiutano ogni genere di razzismo, di sfruttamento e di discriminazione…
‘’Abbiamo deciso di organizzare una carovana europea – dice il porta voce -  che partirà da un gran numero di Stati europei e si dirigerà a Bruxelles (Belgio), sede delle istituzioni europee. Questa carovana ricorderà all’Europa che siamo anzitutto delle persone e che rifiutiamo di guardare in silenzio il dispiegamento di dispositivi di potere messo in campo dall’Unione Europea e gli Stati membri per privarci illegittimamente della nostra dignità e persino della nostra vita. Un esempio fra mille è rappresentato dal dramma delle centinaia di donne, bambini e uomini che perdono la vita ogni anno nel mar Mediterraneo, come a Lampedusa. Questo dramma rappresenta la punta dell’iceberg del fallimento delle politiche repressive e restrittive dell’Europa e dei suoi Stati membri’’.
Dopo l’annuncio, sono cominciate le prime difficoltà…
Nel loro sito (www.carovanaeuropeadirittiedignita.wordpress) 
leggiamo: ‘’ La carovana in viaggio verso Bruxelles - Viaggio difficile, intanto, per il primo pullman italiano della "Carovana europea dei migranti". Il mezzo, partito da Torino, ha come meta Bruxelles, dove nei prossimi giorni si manifesterà contro le politiche sull’immigrazione della “Fortezza Europa”. Il pullman è stato bloccato prima dagli Svizzeri al valico del Gran San Bernardo, poi a Chamonix dalle forze di polizia francesi. Dopo circa 9 ore di forzata sosta, la “carovana” è potuta ripartire. Cinque rifugiati, però, sono stati prima fermati e poi rilasciati ma rispediti in Italia. “C’è stato un processo per direttissima – ha spiegato all'Adnkronos Aboubakar Soumahoro, tra gli organizzatori dell'iniziativa – terminato con una procedura di riammissione in Italia senza alcuna condanna”. “Sul pullman – continua Soumahoro – non ci sono clandestini. Sono tutti rifugiati e tutti in regola. Al massimo c'è qualcuno che è in fase di rinnovo del permesso di soggiorno, ma che, in ogni caso, ha i suoi documenti”. A Bruxelles sono già arrivate le “carovane” partite da Germania, Grecia, Spagna, Francia e Olanda.’’
Migranti e i rifugiati di gran parte d’Europa hanno deciso di dire ‘’basta’’ alle prigionie forzate, alla sordità dell’Europa, al suo ‘’non ci interessate’’, hanno deciso di combattere per la legalità, la dignità e la giustizia sociale.
Gli incontri e i convegni sui diritti dei migranti organizzati in varie parti dell’Europa, avranno il loro culmine nell’incontro del 29 giugno a Bruxelles; il programma prevede varie tappe:
Mercoledì 18 giugno
Ore 18:00 Incontro e presentazione della carovana dei migranti 2014 a Bruxelles
giovedì 19 giugno
Assemblea Generale con all’ o.d.g. ‘’ 2014 Caravan dei migranti è arrivato a Bruxelles: situazione dei migranti privi di documenti a Bruxelles, prospettive ...
Venerdì 20 giugno
ore 11:00 Passeggiata Rhodes-Saint-Genesis a Bruxelles in attesa dell’incontro delle 15 con il Parlamento europeo  
Domenica 22 Giugno
Casa italiana e delegazioni francese; alle ore 17: Evento FGTB, 50 anni di immigrazione marocchina, parlando a una delegazione della Carovana
Lunedi, 23 Giugno
ore 11:00 e  ore 15: Lobby Tour
Martedì 24 giugno
A Bruxelles alle ore 18: Dibattito sui centri chiusi.
ore 20:30 Proiezione del film documentario "L'avventura" di Grégory Lasalle + discussione: "Tre migranti detenuti in Grecia dalla legislazione comunitaria ...".
Mercoledì 25 giugno
ore 16:00 Rally ai Stranieri
ore 18.30 Dibattito "Lavorare senza documenti" del Comitato dei lavoratori privi di documenti
ore 19:00 Proiezione del Film "La terra tra" con il regista David Fedele e Caroline Intrand
Giovedi, 26 Giugno
ore  16:30 Grande protesta popolare, dalla Place du Begijnhof
Venerdì 27 giugno
ore 9.30 Contro discussioni del vertice / workshop; ore 14: Plenaria; ore 19: Big Day
Sabato 28 Giugno
Sera: Meeting e Festival "Il caso Mamadou Bah, un avanzamento legale per tutti i rifugiati"
domenica 29 giugno
Grande protesta pacifica per i diritti dei rifugiati e dei migranti

Cosa dire?

Tutto ok, va benissimo, finalmente ci si comincia a muovere, finalmente qualcuno comincia a capire che c’è qualcosa che non va, che bisogna sbobinare un po’ di cose perché si rischia il blocco totale:
blocco come chiusura da parte dell’Europa;
blocco come battaglia da parte dei migranti;
blocco come indifferenza da parte del mondo;
blocco come ristagno delle situazioni a monte e a valle…
blocco come altre vittime da recuperare in mare, altri sbarchi che non si riescono a gestire…
blocco come  altre sofferenze che non si sa più dove accumulare…
blocco come altri anni passati a delegare e a rimandare…
blocco del cuore che si rifiuta di amare!
Il blocco è sempre sinonimo di irrigidimento, di infertilità, di mancata fecondità…  che non è cosa da poco: se uno Stato, una Nazione, un Continente non è fecondo… rischia l’estinzione!
La fecondità nasce dall’amore, se l’amore manca non si generano più buoni principi, buoni propositi, buone idee, buone azioni, buone leggi, buona solidarietà… buona umanità!
È l’amore che dà vita e forza alle parole e le trasforma in azioni, in gesti di attenzione e misure di risoluzione dei problemi.
Il motore è sempre l’amore: la macchina è tutto l’apparato burocratico europeo.
Se il motore è spento… la macchina non si muove!
La si può anche spingere a forza di braccia… ma non si metterà mai davvero in moto se la chiave non viene girata per accendere il motore.
La chiave è la voglia di prendersi cura di coloro che chiedono aiuto.
Sembrerebbe quasi scontato, normale che ciò accadesse: come può un uomo vedere un altro uomo in difficoltà e non porgergli aiuto, prima ancora che gli venga richiesto?
Dovrebbe essere un gesto naturale, istintivo, perché l’istinto dell’uomo nasce dall’amore.
Ma a quanto pare, non solo non è un gesto spontaneo, né istintivo, né dettato dall’amore, ma è un gesto rifiutato, negato, rigettato, archiviato nella soffitta del cuore, un gesto che non viene proprio preso in considerazione, posto per ultimo nella lista delle priorità, ammesso che ci fosse per davvero in questa lista.
È vero che l’Europa ha tanti problemi, è un continente in cammino, ancora non si regge bene sulle sue gambe, deve impostare e reimpostare le sue articolazioni, esplorare il cammino da fare, cercare nuove strade, pur restando sempre sulla strada principale che è quella della ‘’Comunità’’ che si è deciso di creare.
È vero che la strada insieme è dura, faticosa, ardua, cosparsa di pericoli e di rischi… nessuno mette in dubbio o sottovaluta le difficoltà di questo momento storico… ma… ma… ma…  l’Europa prima ancora di essere fatta di leggi e misure economiche… è fatta di uomini che decidono di camminare insieme per il bene dell’uomo… lo scopo è unicamente questo!
Nel momento in cui prendono il sopravvento gli interessi economici e le ragion di Stato, le rigidità e le chiusure, in questo caso l’uomo passa in secondo se non in ultimo piano; questo passaggio in ultima fila dell’uomo ci dice che qualcosa non va…
L’uomo con i suoi bisogni deve essere sempre al centro dell’impegno della Comunità Europea, sempre prima l’uomo, chiunque egli sia; qualora non fosse così… allora possiamo concludere parafrasando una frase famosa che qualcuno coniò in riferimento alla nascita dell’Unità d’Italia: fatta l’Europa… occorre fare gli Europei!
Potrebbe anche essere allargata così: fatta l’Umanità… occorre fare l’uomo!
L’uomo ancora informe, chiuso nelle sue paure e nei suoi egoismi deve ancora scoprire la libertà che solo l’amore è in grado di dare!

Agli immigrati direi di continuare a bussare… di far sentire la propria voce, di gridare quello che hanno scritto nel cartello che portano in corteo ‘’invece di dare la cittadinanza ai morti, date la residenza ai vivi’’!

domenica 29 giugno 2014

PAGINE DI STORIA


DEDICATO A TUTTI GLI EMIGRANTI DEL MONDO,
DEL PRESENTE E DEL PASSATO

                                   

mercoledì 25 giugno 2014

SOGNI

C’è chi sogna la luna
C’è chi sogna un mare di fortuna

C’è chi sogna l’amore
C’è chi vorrebbe una vita senza dolore

C’è chi sogna di vincere una partita
C’è chi invece vorrebbe una seconda vita

C’è chi sogna il pane
Chi vorrebbe che fosse un sogno il  non aver mai fame

C’è chi sogna la libertà
che qualcuno gli ha rubato insieme alla dignità

C’è  chi sogni non ne ha più
perchè costretto a vivere nella schiavitù

Quanti sogni, quanti pensieri
Son tutti belli, son tutti veri

Chissà se in questo mondo i sogni si realizzeranno mai?
Ci vorrebbe un mondo nuovo… un mondo senza più guai

Una cosa forse  potrebbe cambiare il mondo:
una carezza infinita da trasmettere in girotondo!

Una mano nell’altra uniti da fratelli
Se la mano è tesa … all’amore non si è più ribelli

Se nell’indifferenza s’annega tutto il mondo…
 nel mare dell’amore  non si va mai va a fondo

Ci vorrebbe un  cuore più grande
ci vorrebbe qualcosa di entusiasmante…

ecco… ho trovato…
vorrei che la mia casa fosse grande come un continente
che ci fosse spazio per tutta la gente

che non ci fossero più frontiere e confini
ma solo cuori stretti stretti e vicini vicini

vorrei sognare di non dover più sognare
una pace solo da immaginare

che ci fosse per davvero
un mondo più umano e più sincero!

martedì 24 giugno 2014



ALLA RADICE DEL RAZZISMO

Quest’aforisma ci chiarisce perfettamente qual è la radice del razzismo: la superficialità della conoscenza dell’altro.

Il non sfogliare mai l’intera storia di una vita, ma il fermarsi alla lettura, tra l’altro anche superficiale, del solo titolo di copertina!

Quest’aforisma, infatti, fa  perfetta sintesi del nostro modo di essere, di pensare e di agire, del nostro modo di rapportarci agli altri: la maggior parte delle persone, infatti, pensa di poter giudicare gli altri da una parola, da un gesto, da un fatto isolato della sua vita, crede di indovinare la vita di una persona leggendo solo la copertina, cioè fermandosi in superficie... e la superficie è un abito, un colore, una lingua… andare in profondità è cercare di capire cosa quella lingua sta cercando di dirci… non fermarsi al codice… ma decodificare e comprendere; è come chi si trova in biblioteca fra migliaia di libri ed è convinto di poter capire il contenuto di tutti solo leggendo il titolo … un codice che non ha nessuna intenzione di decodifcare.

Il titolo, lo sappiamo, è solo un ‘indicazione, le vicende di una vita, invece, vanno molto più in là di una semplice indicazione; anzi, molte volte, è solo leggendo il contenuto di tutto il libro che si può comprendere il senso del titolo di copertina!

Alcuni si spingono più in là del titolo di copertina, leggono l’introduzione, si addentrano, cioè, di mezzo passo in più, si affacciano sulla vita altrui dando uno sguardo d’insieme e si convincono, anche in questo caso, di aver già capito tutto.

L’introduzione ha, appunto il compito di introdurre, di dare la chiave di lettura, ma resta una chiave, è solo un’indicazione su come leggere ed interpretare correttamente quanto letto, che va comunque sempre letto per capirne veramente il senso.

Se ci si ferma alla chiave di lettura senza mai fare la lettura … la chiave da sola non serve a niente, perché essa serve per aprire, se non viene usata per questo compito… è una chiave inutile che può portare fuori strada.

C’è poi chi si affida alle critiche e ai giudizi degli altri, limitandosi a prendere atto di una situazione filtrata con gli occhi altrui che, magari, possono avere un orientamento particolare ed essere mancanti di un altro; ogni sguardo ed ogni pensiero non sempre comprendono la totalità del ‘’panorama’’; così, affidandosi allo sguardo altrui, si rischia di essere deviati e disorientati, perché in quella lettura personale potrebbero mancare tanti altri aspetti importanti per una lettura corretta e completa della situazione.

Ben pochi conoscono le storie vere, perchè ben pochi rischiano di andare fino in fondo ed assicurarsi che quel che lascia indovinare il titolo sia confermato dal contenuto letto.

È solo la lettura del contenuto che darà conferma a quanto espresso nell’introduzione e sintetizzato nel titolo e non viceversa.

Cosa voglio  dire con tutto questo?
Semplicemente che il razzismo nasce dal nostro fermarci alle apparenze, al primo impatto, oppure dal nostro farci condizionare dalle ideologie altrui, dal nostro fermarci sulla soglia della vita degli altri e non certo per delicatezza nei loro confronti o per rispetto della loro intimità, ma per comodità… perché è più facile puntare il dito piuttosto che mettere le mani in pasta!
Perchè siamo convinti di poter capire tutto degli altri guardando solo da uno  spiraglio, spiando dal buco della serratura e lasciarsi andare a critiche e giudizi, piuttosto che avere il coraggio di aprire la porta e guardare in faccia chi viene a bussare e porgergli una sedia per sedersi alla propria tavola.
È chiaro che non va bene così, perché questo è il modo più sicuro per andare fuori strada, per prendere cantonate, per fare del male agli altri, per alimentare la fonte del razzismo: la distanza e l’esclusione nutrono i pregiudizi e i preconcetti.
Abbattere quelle distanze è interrompere il circolo vizioso del razzismo!
La storia di un libro è piena di sfaccettature, di novità, sorprese, sentimenti, stati d’animo, cambi di direzione, scatti, imprevisti, sorprese, emozioni… così la vita di una persona è una storia dai mille risvolti, a volte si scopre di aver vissuto con qualcuno per una vita intera e ancora non lo si conosce del tutto... come si potrebbe mai giudicare la vita di qualcuno senza nemmeno averlo guardato direttamente negli occhi una sola volta?
Per fare un esempio concreto, vediamo quello che succede agli immigrati:
ci sono quelli che si limitano a scrivere grandi titoli sui giornali schematizzando le esistenze di interi popoli.
Ci sono quelli che scrivono articoli partendo da statistiche e numeri di casistica facendo diventare la vita di una persona semplicemente un numero da aggiungere o da togliere.
Ci sono quelli che leggono i titoli o gli articoli e pensano di sapere già tutto quello che si deve sapere per poter giudicare quella persona, ci si crea, così, un’idea preconcetta, perché parziale e manchevole di elementi significativi. Si pensa con la testa altrui e non con la propria, non si esercita il giudizio critico, ma solo il giudicare che diventa critica distruttiva.
Poi ci sono quelli, come don Giuseppe, che non si fermano alla lettura dei titoli o degli articoli o delle critiche gratuite, ma si rimboccano le mani ed offrono una porta aperta a coloro che per tutti gli altri sono ‘’soltanto un titolo, un numero, una statistica’’; sono quelli che  mettono in gioco la propria vita e si accingono a scrivere una storia nuova, una storia diversa insieme all’altro, standoci dentro e non dietro un foglio di giornale o uno schermo televisivo, a distanza; sono quelli che non si limitano alla funzione di spettatori o giudici della vita altrui, ma diventano co-autori di una storia di vita scritta a quattro mani.
Certo che la prospettiva cambia se ci si ferma a leggere ciò che scrivono gli altri o si scrive ciò che gli altri leggeranno.
I pregiudizi e i preconcetti nei confronti degli altri nascono proprio da questa nostra superficialità di lettura, dalla nostra presunzione di sapere tutto dell’altro senza nemmeno conoscerne il nome.
Ma a noi, purtroppo, non interessano i fatti… interessa la cronaca, il giudizio e la sentenza, interessa portare avanti una nostra convinzione personale; ci si appropria della libertà del giudicare, quasi si fosse tutti giudici e pubblici ministeri, pronti a puntare il dito e a condannare senza appello, come tutti coloro che vorrebbero rimandare indietro gli immigrati come ‘’pacchi postali da rispedire al mittente’’, basandosi solo su numeri e numeri: tanti sbarchi in un anno, tanti rifugiati in un mese, tanti profughi in un campo di accoglienza. Solo numeri. Solo titoli di copertina!
Abbiamo forse dimenticato le NAVI colme e stracolme dell’emigrazione del primo Novecento quando eravamo noi a partire? Erano navi enormi e non semplici gommoni: in questo caso i conti li si dovrebbero fare per davvero, credo che la capienza di una nave valga ben più di qualche decina di gommoni!
Ma a noi interessano solo i titoli…  per farne l’argomento del giorno.
A chi invece interessa la vita… ne fa l’impegno di ogni giorno!
Emran con la sua pagina di diario ci ha dato un esempio chiaro di cosa c’è dietro ogni ‘’numero’’ e dietro ogni titolo di giornale!
Ma avere il coraggio di andare oltre il titolo…  non è da tutti… è molto più facile sorseggiare una bibita ghiacciata sotto un ombrellone e dire… ‘’ Uffa, ne sono arrivati altri 100’’… e poi girarsi dall’altra parte e riprendere a sonnecchiare lasciando che sia sempre qualcun altro a scrivere quella storia che lui non leggerà mai!
Ed è così che il razzismo prosegue, avanza e  alimenta la storia dell’umanità…
Ed è così che i pregiudizi sostituiscono la realtà…
Ed è così che escludendo la vita dell’altro dalla propria vita… si finisce con l’escludere se  stessi dalla  propria vita… perché, come diceva Ungaretti ‘’  si sta come d’autunno sugli alberi le foglie’’: basta un colpo di vento per far morire la foglia, così come basta un colpo di fucile a far cadere un soldato… così come basta un pregiudizio per uccidere una vita.
Non ci si deve sostituire al vento, ma si deve imparare a vivere insieme come FOGLIE di un unico ALBERO: L’ALBERO DELLA VITA!
Le foglie di un albero sono della stessa specie ma hanno dimensioni e colori diversi, è nel loro stare insieme che danno senso all’albero e lo arricchiscono di bellezza e di frutti.
Sull’albero c’è sempre posto per tutti; le foglie non si escludono a vicenda.
Dove cade una foglia, resta il posto vuoto.
Così l’Albero dell’Umanità ha posti per tutti, se ci si sente uniti alla stessa radice e non divisi dalle ideologie e dai titoli dei giornali.
Se uno di noi cade, tutta l’umanità perde. Se ci si fa cadere a vicenda, tutta l’umanità perde.
Se si esclude l’altro… tutti saremo esclusi un giorno!
Siamo foglie di uno stesso Albero, Albero di una sola Radice… Radice di un solo Atto d’Amore… siamo frutti dell’Amore, chiamati ad amare… chiamati ad accogliere… chiamati a farci prossimi, chiamati … a chiamare per invitare… chiamati a scrivere insieme la Storia dell’Umanità, dove non c’è spazio per il razzismo, ma solo per il frutto maturo e saporito… dell’abbraccio fraterno!


martedì 17 giugno 2014


L’EUROPA A POIS
Ovvero la Mappa dei morti arrivando in Europa

‘’L’EUROPA A POIS’’ sembra un titolo ironico, quasi divertente, in realtà non solo non ha niente di divertente, ma è tutt’ altro che divertente, perché questi puntini colorati segnati sulla mappa sottostante stanno ad indicare il numero dei decessi degli immigrati e le loro cause in un’indagine svolta nel ‘’lontano’’ 2008… pensiamo solo per un momento a che tipo di mappa si avrebbe oggi dopo gli ultimi sconvolgenti episodi, a partire da quello del 3 ottobre scorso… sicuramente resterebbero pochi spazi liberi, molto pochi, più che a pois, sarebbe un unico tappeto monocolore, il colore sarebbe tutto da scegliere: nero per il lutto, rosso per il sangue… verde per la speranza annegata!
mapFortressEuropeEng

La figura in alto a destra mostra il numero dei morti per grandezza del pallino, dai 20 ai 3300.
Il diverso colore dei pallini indicano le cause di morte dei rifugiati, di quelli che nel tentativo di sfuggire alla guerra, trovano una morte ben più atroce… in tempi e luoghi che si dicono siano di pace:
Pallino blu: Affogamento (per naufragio, traversata di fiume o lago)
Pallino viola: Asfissia (su camion o container)
Pallino rosso: Ipotermia durante viaggio aereo
Pallino verde: Altro (incidente, collasso, ipotermia, campo minato)
Pallino giallo: Suicidio
Pallino bianco: Mancanza di assistenza, atti di razzismo
Pallino nero: Violenze della polizia

Daniele V.  definisce l’Europa un’ UNIONE BARBARICA, questa definizione non è uno slogan come tanti,  una frase ad effetto, ma una terribile realtà: questa EUROPA A POIS  ha  lunghe… lunghissime liste nere come quella pubblicata l’11 .01.12 da UNITED for Intercultural Action, rete europea contro il nazionalismo, il razzismo, il fascismo e a sostegno dei migranti e dei rifugiati, nella quale si contavano circa 17.306 decessi di rifugiati documentati attraverso Fortress Europe.
Fra i commenti presenti sul sito c’era quella di D.M. del 14 novembre scorso che diceva così: “Dobbiamo aiutarli nei loro paesi d’origine! Ristabilire i diritti umani laddove latitano. No. Siamo noi a doverci far aiutare nei nostri paesi… Ristabilire i diritti umani laddove latitano… (Banalità che dico al leghista genetico di turno che incontro per strada, al bar, in piazza. Il paese è piccolo, la gente mormora. Ma mormora solo quello che vuole sentirsi dire. Il resto è uno sfarfallio di parole che interferisce col programma principale… ‘’
E il programma principale, lo sappiamo bene, è sempre lo stesso da anni, è un programma fatto di  ‘’parole, parole, parole…’’ proprio come il ritornello di una famosa canzone… parole belle, buone, giuste, sbagliate, cattive, razziste, buoniste, nere, luttuose, delittuose… e mentre ci si adopera a mettere in onda questo mare infinito di parole… la gente annega nel mare… quello vero, concreto, troppo concreto, incosciente di far parte di un ‘’gioco’’ crudele, tragicamente crudele che nel discorrere del più e del meno conta i suoi morti ‘‘quasi per gioco’’ realizzando cartine e statistiche come quelle di una qualsiasi indagine di mercato o di opinione pubblica.


Quando si ha a che fare con la vita e i suoi diritti negati, con la libertà che manca, con la morte che soffoca la speranza… quando si ha a che fare con il prevalere dell’avere su quello dell’essere… allora le nazioni e i continenti saranno, purtroppo, sempre a pois…  si conteranno i morti… si faranno statistiche… e non ci saranno più parole per definire il concetto di … Umanità… perché saranno state spese tutte… per riempire quello stesso mare in cui il numero dei morti… supera di gran lunga… quello dei pesci… infamia indicibile!

sabato 14 giugno 2014

PAGINE DI STORIA

Gommone si capovolge, 

almeno dieci migranti morti nel Canale di Sicilia

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Stop alle parole… adesso è tempo di…
silenziosilenziosilenziosilenziosilenziosilenziosilenziosilenzIO

CHE IL SILENZIO CI AIUTI A RICORDARCI CHE SIAMO TUTTI ESSERI UMANI,
CHE IL SILENZIO CI AIUTI A PREGARE PER TUTTI GLI  ESSERI UMANI:
PER CHI MUORE IN MARE,
PER GLI SCAFISTI,
PER CHI CONTINUA A FARE LA GUERRA AL SUO POPOLO,
 PER CHI PROVA AD ACCOGLIERE E SALVARE MA NON CE LA FA,
PER CHI HA CHIUSE LE FRONTIERE E SI VOLTA DALL’ ALTRA PARTE 
PER NON VEDERE IL DRAMMA ALTRUI,
 PER CHI PARLA BENE MA NON AGISCE MAI,
PER CHI SFRUTTA ED APPROFITTA DELLE SOFFERENZE ALTRUI,
PER CHI CONTINUA A DIRE CHE IL VERO RAZZISMO E’ AIUTARE GLI IMMIGRATI,
PER CHI GUARDA GLI SBARCHI O I GOMMONI CHE SI ROVESCIANO 
E PENSA CHE SIA SOLO UN FILM,
PER CHI HA SEMPRE TANTE COSE DA DIRE SUL LAVORO ALTRUI
MA NON FA MAI NIENTE PER MIGLIORARE IL PROPRIO,
PER CHI HA SMARRITO IL CUORE E NON SA DOVE CERCARLO,
PER CHI, INVECE, NON VUOLE PIU’ CERCARLO
PERCHE’ SA CHE NEL MOMENTO IN CUI LO TROVEREBBE…  
TUTTE LE SUE CONVINZIONI LE SUE CERTEZZE, LE SUE IDEE
FINIREBBERO  IN FONDO AL MARE INSIEME CON LUI…
NAUFRAGO INCONSAPEVOLE DELLE TEMPESTE DELLA VITA
E DELLE ASSURDITA’ DEL SUO PENSARE SENZA AMARE!

PREGHIAMO PER TUTTI:
PER CHI MUORE E PER CHI RESTA IN VITA;
PER CHI VIVE IL DRAMMA DELLA GUERRA, DELLA FUGA, 
DELLA MORTE, DELLA SOLITUDINE…
MA SOPRATTUTTO PER NOI CHE VIVIAMO UN DRAMMA 
BEN PIU’ GRAVE DEL LORO:
CONTINUIAMO AD ESSERE VIVI CON ENCEFALOGRAMMA ED ELETTROCARDIOGRAMMA PIATTI:
IL CUORE E’ MORTO, IL CERVELLO E’ SPENTO…
RESTA  SOLO IL RESPIRARE… COME ROBOT… DIPENDENTI DA UNA MACCHINA:
LA MACCHINA ECONOMICA …
LA SOLA CHE HA ORMAI LIBERTA’ DI DECIDERE DELLA NOSTRA VITA 
E DELLA NOSTRA MORTE!
E SE LA MACCHINA DECIDE CHE SIAMO IN TROPPI…
 FINIAMO TUTTI IN FONDO AL MARE!
Gommone si capovolge, almeno dieci migranti morti nel Canale di Sicilia
PREGHIAMO, DUNQUE,
 PREGHIAMO IN SILENZIO…
PER RICORDARCI CHE NON SIAMO ROBOT,
CHE ANCORA SIAMO CAPACI DI RESPIRARE IN MANIERA AUTONOMA
CHE ANCORA SIAMO CAPACI DI STENDERE LA MANO PER SALVARE CHI ANNEGA
PREGHIAMO… PER RISVEGLIARE LA MEMORIA AL CUORE
COSI’ CHE SI RICORDI CHE IL SUO COMPITO E’ QUELLO DI BATTERE
AL RITMO DELL’AMORE!
PREGHIAMO!
COSI’ SAPREMO DI ESSERE ANCORA VIVI...

venerdì 13 giugno 2014

QUANDO I DESIDERI SON SOGNI...

Questa pagina di diario, scritta da Emran, è sicuramente molto più eloquente dei tanti articoli di questo blog, perché stare ‘’dentro al problema’’ non è come ‘’stare fuori’’; chi è coinvolto personalmente nelle vicende dell’immigrazione mette in gioco i suoi pensieri, le sue emozioni, i suoi sentimenti; sono gli anni della propria vita, è il tempo della propria vita che scorre su binari paralleli a quelli della propria famiglia; è il tempo in cui la speranza si intreccia con il dolore, il futuro con il passato, i sogni… con i desideri…

Grazie, Emran, perché ci hai aiutati a capire che ‘’l’immigrazione’’ non è solo una parola o un problema di tipo socio-economico; l’immigrazione è uno ‘’strappo’’ alla propria vita, una ferita che resta aperta.

L’immigrazione infrange i sogni, spezza le famiglie, separa chi si ama… offre una vita nuova che è  sicuramente un’opportunità… ma richiede un prezzo.. un prezzo troppo alto… il più alto che possa chiedere!

Caro diario,
oggi ti scrivo perché è successo qualcosa per me molto importante. 
Ho fatto un sogno che sembrava vero.
Ho sognato la mia famiglia: parlavamo e ridevamo, stavo con la mia mamma, lei mi abbracciava e mi baciava e mi diceva: ‘’Come sei cambiato? Sei cresciuto, sei diventato un uomo!’’. Io ero molto emozionato, perché dopo quattro anni rivedevo loro.
Il mio fratellino mi chiedeva: ‘’ Che cosa hai portato per me?’’.
Gli avevo promesso, quando sono partito, di portargli un regalo al mio ritorno.
E' da tanto tempo che lui lo aspetta.
Desideravo fare questo sogno da tanto tempo e finalmente si è avverato ed ho sognato loro. 
Ero contentissimo di rivedere i miei parenti e amici e soprattutto rivedere la mia mamma e parlarle delle mie paure e della mia nuova vita lontano da loro e in un mondo muovo.
I suoi occhi erano pieni di lacrime per la gioia e la felicità, ma anche tristi, perché non era stata così forte da non farmi partire.
Lei mi parlava di mio fratello maggiore che si era sposato e che aveva una bambina bellissima di un anno e mezzo.
All’improvviso mi sono svegliato, mi sono guardato intorno e non ero nella mia casa in Afghanistan, ma mi ritrovavo nella nuova casa, in Italia.
Mi sono rattristato, ma nello stesso tempo ero contento e sentivo ancora addosso le carezze di mia madre, le sue dolci parole e sul mio viso scendevano le lacrime, le stesse che lei aveva versato nel mio sogno.
Era questo solo un sogno, ma spero tanto che un giorno tutto questo si avveri.


                                                                     Emran

sabato 7 giugno 2014


LIFE MESSAGES


NEL SILENZIO DEL MARE...

(DEDICATO ALLE VITTIME DEL MARE)

Nel silenzio del mare... per tanti fratelli sconosciuti
sono scomparsi i tanti disperati giorni vissuti;

nel silenzio del mare... non cammina ormai più la vita
non si potranno più cambiare le sorti della partita;

nel silenzio del mare... ha vinto per sempre la morte
sconfiggendo anche l'amore... 
da sempre considerato più forte;

il silenzio del mare... ha sconfitto le cose che contano
da oggi conterà soltanto il silenzio che si nutrirà solo di sè
lasciando irrisolti i tanti... dolorosi... 
silenziosi... perpetui... PERCHE'?