martedì 19 aprile 2016

L’ACQUA DEL MARE


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L’acqua del mare è salata
per le lacrime versate dai bambini

L’acqua del mare è agitata
per le paure incubate dalle donne

L’acqua del mare è inquinata
per il fumo che sale dalle case in fiamme

L’acqua del mare è amara
per l’odore acre dei morti annegati

L’acqua del mare non rispecchia più il cielo
il suo colore rosso non mostra più il fondo

L’acqua del mare dava cibo ai pesci
oggi i pesci non hanno più fame

Se l’uomo mostra la sua indifferenza
solo i pesci offrono ancora tragica accoglienza!

E se muti sono stati fin dalla Creazione
adesso urlano, sconcertati,
i perché incomprensibili di questa situazione!

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Nel loro andare di qua e di là
tra i corpi asfissiati nei barconi sommersi
una parola nasce sulla bocca muta dei pesci:

l’acqua del mare s’è fatta cimitero
nella sua immensità anche la Morte
ha trovato ospitalità!

Così non è nelle vostre case occidentali:
piene, rumorose… ferocemente inospitali!
Ma non  sentite, voi che state sulla terra,
l’urlo straziante che s’alza  dal mare?

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Annegati nelle vostre obesità
non sentite più in voi nessuna necessità?

L’acqua del mare ha forse lavato il vostro cuore
ed ogni emozione ha tragicamente cancellato?

Le pietre che un tempo riempivano il fondo
han  forse schiacciato oggi ogni umana Ragione?

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Non siete turbati da niente e da nessuno,
vi girate intorno come se foste ciechi;
la sordità vi invade la memoria
spento è da tempo
 anche il vostro sorriso!

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Nemmeno la tempesta vi fa più trepidare
la sofferenza più non la riconoscete!

Siete spenti nelle vostre luminose città
prigionieri assurdi d’una presunta civiltà
che porta all’inerzia e crea fragilità;
pensieri fermi e  mani inoperose
che più non sanno accarezzare
il bello nascosto delle cose;
svuotati siete di amore e di perdono,
di abbracci, sguardi e umane tenerezze:
non vi riconosciamo più, uomini di questo millennio!

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Voi che un tempo giocavate con l’acqua pulita del mare
ora giocate con soldi sporchi  e vite da spartire!

Avete azzerato ogni bisogno d’umana accoglienza
siete freddi… gelidi più dei morti
come chi d’Amore… da tempo…
è in astinenza!

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lunedì 18 aprile 2016


E' URGENTE PENSARE!!!


MIGRANTI, NEL MEDITERRANEO 
SI ROVESCIA BARCONE
'' CENTINAIA A BORDI, 200 MORTI''

L'imbarcazione si sarebbe rovesciata al largo dell'Egitto mentre cercava di raggiungere l'Italia. Fonti e notizie diverse, si attende ancora la conferma ufficiale. A bordo cittadini somali, etiopi ed eritrei. Gentiloni: "Stiamo cercando di avere ulteriori notizie dalle autorità egiziane"


Migranti, nel Mediterraneo si rovescia barcone: "Centinaia a bordo, 200 morti"Un barcone con centinaia di migranti, forse più di 400, per la maggior parte somali ma ci sarebbero anche etiopi ed eritrei, sarebbe naufragato nel Mediterraneo mentre cercava di raggiungere le coste meridionali dell'Europa. Almeno 200 persone sarebbero annegate al largo dell'Egitto tentando di raggiungere l'Italia. Una tragedia che fa dire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che "c'è veramente bisogno di pensare", mentre l'Osservatore romano ricorda la visita del papa a Lesbo e sottolinea: "il dramma dei migranti non conosce fine". E' prudente il ministro deli esteri Paolo Gentiloni: "Stiamo cercando di avere notizie ulteriori, soprattutto dalle autorità egiziane. In ogni modo è un motivo in più per discutere il 'migration compact' preparato dall'Italia".

La vicenda resta in attesa di conferme ufficiali. Per tutto il giorno si sono rincorse versioni diverse, nulla risulta ancora alle autorità italiane e alla guardia costiera libica. Intanto sei cadaveri sono stati recuperati ieri sera su un gommone carico di profughi diretto verso l'Italia che si trovava nel Canale di Sicilia, a circa 20 miglia dalle coste libiche. Nel corso dell'operazione sono state salvate 108 persone.

A rilanciare per prima la notizia è stata la Bbc in arabo, citando media locali somali: secondo il network, quattro barconi partiti dall'Egitto con a bordo oltre 400 persone si sarebbero rovesciati e delle centinaia di migranti che erano a bordo solo una trentina si sarebbero salvati. Fonti egiziane sostengono però di "non avere al momento informazioni". Una versione diversa l'ha fornita il il ministero dell'Informazione somalo, correggendo i numeri della Bbc - che erano però stati confermati dal presidente, dal premier e dallo speaker del parlamento in un comunicato nel quale esprimevano condoglianze alle nazione - parlando appunto di "duecento persone annegate", la maggior parte delle quali di nazionalità somala.

Un'ulteriore versione dell'accaduto emerge dalla testimonianza, fornita al sito somalo Goobjoog News, di un uomo che sostiene di essere sopravvissuto al naufragio. "A bordo - ha raccontato Awale Warsame - eravamo circa 500 ma solo 23 si sono salvati. I sopravvissuti, incluso me, sono rimasti in mare per cinque giorni, aggrappati a dei pezzi di legno del barcone per tenersi a galla prima di essere salvati". Secondo il racconto dell'uomo, i trafficanti avevano caricato i migranti sul barcone nei pressi di Alessandria d'Egitto il 7 aprile. Il 12 si è verificato l'incidente. "Siamo stati salvati - ha aggiunto Warsame - da una nave filippina nei pressi di un'isola greca". In serata, un funzionario dell'Unhcr, Beat Schuler, ha riferito all'emittente svizzera Srf di 40 sopravvissuti: "Sappiamo che ci sono 40 sopravvissuti e che 460 persone potrebbero essere state sull'imbarcazione partita dall'Egitto", ha detto, specificando che si tratta di una notizia che arriva da Malta.

Il prefetto Vittorio Piscitelli, Commissario straordinario del governo per le persone scomparse ha fatto sapere che "la nave incaricata dalla Marina militare di effettuare il recupero del peschereccio, carico di migranti, affondato esattamente un anno fa al largo delle coste libiche, è in navigazione verso quella zona di mare. Le operazioni si dovrebbero concludere con l'aggancio e il trasporto di questo relitto nel porto di Augusta, verso la fine del mese di aprile. Poi comincerà il lavoro di recupero dei corpi dal barcone, per metterli a disposizione delle squadre di medici legali", ha detto a Voci del Mattino di Radio1 Rai. "Sul numero dei morti non esistono cifre attendibili - ha sottolineato Piscitelli - Qualche superstite parlava di 700-800 persone nel barcone. Noi, fuori dalla nave, abbiamo trovato 169 corpi,
mentre la Marina militare, valutando le dimensioni dello scafo, ha stimato che nella stiva possano esserci dai 200 ai 400 corpi. Certo, visto come gli scafisti trattano gli immigrati, il rischio che il numero sia più elevato esiste ma ovviamente ci auguriamo che non sia così"

(di IRENE MARIA SCALISE  da http://www.repubblica.it/cronaca/2016/04/18)

Senza nulla togliere alla legittima preoccupazione del presidente Mattarella, ma forse il tempo del pensare è passato da troppo tempo, sono anni che stiamo a guardare una realtà drammatica che si ripete uguale a se stessa: davanti alla morte... 
pensare non basta più!
Forse è tempo di fare qualcos'altro, di proporre alternative ''ai viaggi della disperazione'', alle carneficine di innocenti in Patria e in mare; forse è tempo di agire, con risolutezza, con tempestività, con decisione... perchè anche una sola vita è degna di essere salvata, aiutata, curata e protetta. 
Forse è anche vero che non ci sono le condizioni politiche per intervenire direttamente nei Paesi della guerra civile, ma esistono Associazioni Umanitarie deputate alla salvaguardia dei diritti umanitari, esistono corridoi umanitari, esistono soccorso e accoglienza, esistono politiche sociali che aprono frontiere non che ne costruiscono altre...
'IN ITALIA SONO ARRIVATI 6MILA MIGRANTI IN CINQUE GIORNI' © ANSAD'accordo sulle difficoltà di mediazione politica... ma esiste un'altra mediazione che non passa per la politica ma per vie che partono dal cuore e seguono strade che non terminano di fronte a recinti di filo spinato.
Certo, è urgente pensare a ciò che è stato fatto e a quello che deve essere fatto... è urgente però anche decidersi a fare ciò che va fatto... è tempo di agire:

 l'azione salva le persone, 
il pensare soltanto rischia di diventare complice della tragedia stessa!

sabato 9 aprile 2016


SCENE DA UNA GUERRA... CHE NON C'E'...
MA CHE FACCIAMO!

Sembrano scene da ''Prima guerra mondiale'', 
invece sono solo  di ieri...

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DAVANTI A QUESTE FOTO S'INFRANGE 
LA NOSTRA IN-CIVILTA'!


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DAVANTI A QUESTE FOTO S'INFRANGONO 
LE NOSTRE BELLE PAROLE

''Chi fugge dalla guerra va accolto, perché la sicurezza è un diritto di tutti anche per chi fugge dalla guerra e dalle persecuzioni’
lo ha detto qualche giorno fa uno dei massimi esponenti del nostro Parlamento; ma davanti a tutto questo, le belle parole non bastano... 


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DAVANTI A QUESTE FOTO S'INFRANGE IL NOSTRO PROGRESSO SCIENTIFICO, TECNOLOGICO, ECONOMICO, POLITICO... UMANO!
Quelle barriere sono la manifestazione esterna 
delle barriere spinate 
che abbiamo posto sul nostro cuore:
chiuso, recintato, sequestrato dai nostri interessi privati;
barriere che fanno vittime fuori... 
ma nondimeno dentro, dall'altra parte del filo spinato.
Chi dimora all'interno è giù vittima e carnefice di se stesso!

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E se anche è vero che la situazione in tanti Paesi europei è già abbastanza tragica per le condizioni della popolazione locale, 
è anche vero che la saggezza contadina che ha vissuto e sperimentato la guerra sulla propria pelle, che ha conosciuto bene fame e poverta'... in certe condizioni così si esprime ''dove mangiano due, mangiano anche tre'', oppure '' luogo stretto, mettiti al centro'', per dire che se anche il pane è già poco per i commensali, ci sarà sempre un pezzettino per chi arriva e chiede da mangiare e se proprio non c'è più spazio dove farlo sedere, si ponga al centro, perchè un pò di spazio lì c'è sempre.
Saggezza contadina, accoglienza, solidarietà, umanità, dignità, povertà... vanno sempre insieme in un cuore che ha sperimentato paura, disagi, maltrattamenti, repressioni, privazioni, dolore...
In un cuore che ha solo sperimentato la durezza e l'egoismo, l'egocentrismo e il potere... è normale che i valori siano altri.
I tempi duri della guerra li hanno vissuti tutti i popoli, dall'uno all'altro capo del mondo, ciò dovrebbe portarci a comprendere con più facilità le necessità, le paure e le speranze di chi si trova a vivere per l'ennesima volta situazioni simili... eppure sembra che la nostra memoria abbia un vuoto di parecchi secoli... 
Purtroppo il benessere e il potere hanno questo potere su di noi: ci fanno dimenticare di esserci passati, di aver vissuto le stesse difficoltà e soprattutto ci fanno dimenticare il sollievo e la gioia di quel giorno quando qualcuno, da lontano, venne a liberarci dall'oppressione del nemico, fu festa subito! 
Gli Americani furono accolti come liberatori e i popoli esultarono per la loro presenza che mise fine ad un incubo, lungo e atroce!
Quel giubilo e quella speranza vengono oggi chiesti a noi da altri popoli, da altri Continenti, da altri cuori spaventati e bisognosi di speranze e di mani amiche... oggi la richiesta è rivolta a noi, proprio a noi che ce ne stiamo sazi nelle nostre belle case a lamentarci del tempo... oggi siamo propri noi ad essere interpellati ad essere speranza per altri ... e la nostra risposta è una sola:  
indietro lo straniero! ...  Non passa lo straniero...
ma non è il Piave questa volta a mormorarlo, ma i nostri bei Parlamenti, comodi ed eleganti, le cui uniche soluzioni che riescono a trovare, tra un pranzo e l'altro, sono le recinzioni di filo spinato... ; i nostri saggi Parlamenti che scrivono una storia diversa, amara, quasi sacrilega... il diritto alla sicurezza è di tutti... sì, ma solo quando questo venga garantito con i fatti e sul campo e non solo con le parole rilasciate a giornalisti su comode poltrone rosse!

E se a qualcuno dovessero sfuggire i fatti e il senso  della 
LEGGENDA DEL PIAVE, 
forse è il caso che vada a rivederla... 

l'esercito marciava
per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera...


se a quei tempi l'esercito marciava per innalzare barriere contro un nemico che era invasore e voleva schiavizzare l'Italia... 

oggi s'innalzano barriere contro un popolo che non viene come nemico ma come ''fratello che chiede aiuto'';
l'ultima strofa, poi, ci dà uno schiaffo morale
che non sarebbe male se
... ci facesse davvero male
... forse ci sveglieremmo un pò...

e tacque il Piave: si placaron l'onde...
Sul patrio suolo, vinti i torvi imperi,
la Pace non trovò nè oppressi
nè stranieri!

il messaggio è che non abbiamo ancora capito

e purtroppo fatichiamo  ancora molto a capirlo, 

nonostante le tante esperienze  tragiche vissute, 



che la Civiltà è vera soltanto se è abitata dalla Pace,


perchè è solo la Pace 

che ci rende davvero liberi e tutti uguali,

su un campo di battaglia

come su un campo di calcio,

come su ogni campo in cui le mani che si incontrano

non siano chiuse, 

strette a pugno, 

nascoste in tasche 

o alzate a minaccia

del proprio fratello!



La Pace passò sul campo di battaglia e non trovò nè oppressi nè stranieri, perchè è la Morte che ci fa giustizia del nostro egoismo:
la Morte porta via allo stesso tempo e nella stessa misura oppressi e oppressori, amici e nemici, compaesani e stranieri... nelle sue mani siamo tutti uguali... peccato che lo si capisce solo dopo che si è morti, forse dovremmo pensarci un pò prima... 
In una guerra non ci sono mai nè vinti nè vincitori... l'unica a vincere nella sua famelica insaziabilità è solo la Morte!


Ma noi siamo o dovremmo essere per la Vita...
e la Vita ha un solo nome: Pace
La Pace ha un solo nome: Accoglienza!
L'Accoglienza ha un solo volto: quello del Fratello!
Il Fratello ha un solo cuore
del tutto, per tutto e in tutto... simile al mio!

Ma, dice ancora la saggezza contadina,
''la pancia piena non capisce la pancia vuota'':
e i fatti certo non smentiscono questa sacrosanta verità!

Sì, forse il mio cuore sarà anche simile a quello di chi cerca una speranza di vita in un Paese straniero...
ma la mia pancia piena fa un pò fatica a comprendere 
la fame e la sete di pane, acqua e giustizia
dell'altro... che spera in me!